Repubblica Motori – Mercato auto, a gennaio vendite in su

Roma, 01.02.18

Il 2018 parte con un segno positivo: lo scorso mese sono state vendute 177.822 vetture, il 3,36% in più dello stesso mese dell’anno scorso

di VINCENZO BORGOMEO

Il mercato dell’auto inizia nel migliore dei modi, con le vendite in crescita. Di poco e grazie anche ad un giorno lavorativo in più, ma in crescita. A gennaio infatti sono state consegnate 177.822 auto nuove, pari al 3,4% in più rispetto alle 172.034 di gennaio 2017 che a sua volta aveva – e non va dimenticato – fatto segnare un aumento doppia cifra (+10%).

In questo contesto Fiat Chrysler Automobiles a gennaio cresce dello 0,7 per cento e ha una quota di mercato del 28,5 per cento. Sette modelli FCA tra le top ten: Panda e 500X ai primi due posti, oltre a 500, Tipo, Ypsilon, 500L e – per la prima volta – Compass. Grazie a questo modello e alla Renegade, Jeep ottiene un vero exploit, più che raddoppiando (+107,7 per cento) le immatricolazioni. Bene anche Alfa Romeo, le cui registrazioni aumentano del 28,3 per cento: a spingere verso l’alto i risultati del brand sono la Stelvio (prima del suo segmento) e la Giulia

Il mercato delle vetture usate, infine, parte in crescita: sono, infatti, 392.268 i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario, in attesa della rivendita al cliente finale), che si confrontano con i 378.270 passaggi del gennaio 2017, un incremento del 3,7%.

“Discreta la partenza – ha dichiarato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche Estere – sarà comunque interessante valutare come la domanda nel 2018 si comporterà a fronte della mancanza del Superammortamento nel canale delle vendite a società e come si gestirà il bisogno di smaltimento degli stock di km0”.  “Inoltre, i recenti temi legati allo sforamento delle soglie di inquinamento nelle principali città italiane ripropongono, come ampiamente previsto, i problemi connessi alla dimensione del parco circolante, in particolare quello ante Euro 3, immatricolato oltre 17 anni fa, che conta quasi 10 milioni di autovetture e veicoli commerciali leggeri”. “Appare singolare – conclude Crisci – che, nonostante il perdurare di iniziative scoordinate da parte delle amministrazioni locali, già più volte sottolineate dalla nostra Associazione, nessun partito abbia inserito il tema dello svecchiamento del parco all’interno del proprio programma politico”.

“Dopo il calo di dicembre, apertura positiva del 2018 per il mercato dell’auto, con volumi che, per il mese di gennaio, sono i più alti dal 2010 (quando superarono le 207.000 unità) e un incremento mensile (+3,4%) leggermente inferiore a quello dell’ultimo trimestre 2017 (+4,1%)” commenta Aurelio Nervo, Presidente di ANFIA.

Secondo la Federauto, associazione dei concessionari, invece, va evidenziato “lo sforzo di concentrazione delle Concessionarie sullo smaltimento dello stock di vetture già immatricolate nei mesi precedenti, o frutto delle pressioni sui volumi a chiusura del 2017, elementi che hanno certamente influito sulla quota di vendita del canale privati”, come spiega il presidente dell’associazione Mario Beretta.

E a leggere l’analisi condotta dall’Osservatorio di mercato Federauto sulla base dei dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si scopre che nel mese di gennaio 2018 il canale di vendita ai privati ha registrato una flessione del 6,6%, mentre sono cresciute del 25,4% le vendite a società e, in particolare, del 16,9% le vendite di autovetture destinate al noleggio a breve termine.

“Ma fino a tre giorni dalla chiusura del mese – spiegano gli analisti della Dataforce – la situazione era di profondo rosso: sono state le immatricolazioni “last minute” a salvare il risultato. Anzi, proprio quelle dell’ultimo secondo: il 31 gennaio sono state targate ben 45.000 vetture (80.000 negli ultimi tre giorni). Queste auto-immatricolazioni dei concessionari (18.524 in tutto gennaio, con un incremento di quasi il 30%) andranno a ingrossare le fila degli stock di km zero”.

“L’incertezza del quadro politico – secondo il Centro Studi Promotor – ha d’altra parte già influenzato anche il clima di fiducia determinato dall’Istat per le imprese il cui indice in gennaio è sceso a quota 105,6 da 108,7 di dicembre, mentre una contrazione più contenuta si è avuta per il clima di fiducia dei consumatori (da 116,6 a 115,5). Ed anche il clima di fiducia degli operatori auto, determinato dal Centro Studi Promotor, in gennaio accusa un calo (da 44,6 di dicembre a 39,3 di gennaio)”.

E i listini? L’analisi dell’andamento dei prezzi arriva dalla Dat-Italia ci dice che nel 2017 si sono registrati incrementi di oltre il 5% per Toyota (Aygo e C-HR), Ssangyong Korando e Smart (forfour e fortwo).  Neanche le Bmw serie 3 si fanno mancare aumenti superiori al 4%. Piu’ modesti, ma comunque apprezzabili (superiori al 3%) Renault Clio sporter, BMW serie 2 Tourer e Honda CIvic Tourer.

Tra le più vendute, in valore assoluto, nel 2017 Renault Clio IV (+2,82%), mentre la Punto e’ rimasta invariata. Quindi aumentano i prezzi delle auto meno vendute. Restano ferme a questo giro le Mini, la Hyundai i20, Skoda Fabia, BMW X4, Audi A6, Audi TT , Passat e la Punto stessa. Ma solo perchè hanno già dato negli anni precedenti con aumenti dal 3 al 6% (Mini e Skoda).

Ancora una volta l’analisi di DAT Italia conferma che appena un’auto si comincia ad apprezzare aumentano i prezzi e la crescita si ferma e bisogna stare fermi un giro. “La logica dei costruttori o importatori – spiega l’ingegner Antonio Coppola, direttore generale di Dat-Italia, potrebbe essere quella di “battere il ferro finché è caldo”, cioè se la vita di un veicolo è di 5 anni, bisogna cogliere il momento di successo per aumentare il prezzo, altrimenti verso la fine vita nessuno la vuole perché sa che a breve uscirà il modello nuovo. Questo però non spiega come mai il numero di scambi di auto usate supera quello delle nuove immatricolate. Forse con una politica di prezzi controtendenza si venderebbero sicuramente più auto nuove”.

In caso di pubblicazione, per cortesia citare sempre la fonte Dataforce.

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