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Flotte poco elettriche

Roma, 01.04.19

La diffusione delle vetture elettriche in Europa cresce a un ritmo molto più blando rispetto alle attese. E nelle flotte aziendali ancora più lentamente. Tranne in Norvegia e Paesi Bassi. Italia fanalino di coda assieme a Regno Unito e Spagna.

 

di Salvatore Saladino, Country Manager Dataforce Italia

 

L’auto elettrica è il futuro dell’automobile: su questo non ci sono dubbi. Ma quanto sia lontano questo futuro è ancora presto per dirlo, perché a giudicare dai numeri delle immatricolazioni, la svolta elettrica appare ancora lontanissima. Il mercato delle flotte aziendali, che dovrebbe fare da traino alla diffusione dell’auto a impatto zero, è ancora meno convinto ad abbandonare il motore endotermico, per problemi infrastrutturali (in molti Paesi, Italia in testa, manca una rete efficiente per il servizio di ricarica) e, soprattutto, a causa di un Total Cost of Ownership che rende scarsamente competitivo l’utilizzo di questa tipologia di propulsione. Il prezzo d’acquisto (o di noleggio a lungo termine) risulta troppo elevato, così come la svalutazione più accentuata, oltre ai noti problemi di autonomia limitata che limitano l’utilizzo a tragitti brevi e nei confini urbani.

 

Olanda elettrizzata

Se analizziamo i numeri delle immatricolazioni negli 8 Paesi europei in cui l’auto elettrica aziendale è più diffusa (la classifica per volumi è: Olanda, Germania, Norvegia, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna e Belgio), scopriamo che nel 2018 sono stati immatricolati alle flotte solamente 67.256 veicoli elettrici, pari al 2,1% dei 3.236.847 delle automobili immesse nei 12 mesi nelle flotte aziendali di queste 8 nazioni. Un volume insignificante rispetto ai 12,4 milioni di auto nuove vendute complessivamente in questi Paesi lo scorso anno, perché pari allo 0,5%.

La diffusione dell’auto elettrica va comunque incentivata dal supporto economico statale per recuperare un gap di competitività oggi assolutamente perdente: nei Paesi dove il Governo elargisce contributi significativi, le immatricolazioni aumentano sensibilmente; dove invece le istituzioni non attuano una forte politica incentivante, le auto elettriche rimangono al palo. In tal senso, la piccola Olanda si merita il titolo della nazione più virtuosa: su 192.924 immatricolazioni aziendali nel 2018 (il 40% del totale del mercato), ben il 10,1% sono veicoli elettrici, vale a dire 19.452 unità. Ossia quasi il doppio rispetto al secondo Paese europeo nella graduatoria: la Germania, che è anche la nazione automobilisticamente più rilevante del Continente in termini di volumi di vendite. Nel 2018 la Germania ha immatricolato oltre 3,4 milioni di automobili, di cui 818.859 alle True Fleets (le “flotte vere”, cioè gli acquisti aziendali diretti, leasing compreso, assommati ai noleggi a lungo termine, un dato depurato dalle intestazioni agli OEM e ai dealer, che tecnicamente sono immatricolazioni ad aziende, ma non sono effettivamente destinate a un cliente business finale). Di queste oltre 800.000 vetture, solamente 11.018 sono elettriche, pari all’1,4%.

 

Norvegia leader di quota

La microscopica (in relazione alle vendite automobilistiche) Norvegia raggiunge invece volumi quasi identici alla Germania nelle vendite di auto elettriche per utilizzo business: 10.873 unità nel 2018 che, rispetto alle 148.000 auto complessive immatricolate rappresentano una quota del 7,4%, ma il dato più significativo e appariscente è che, in ambito True Fleets, le quasi 11.000 auto elettriche acquistate dalle imprese norvegesi contano per ben il 17,8% su un totale di 61.058 unità. La flotta elettrica norvegese è di dimensioni tali da pesare il 16,2% sul totale delle auto a corrente vendute alla clientela che utilizza l’auto per lavoro negli 8 Paesi presi in esame.

Se Norvegia e Paesi Bassi sono anni luce davanti agli altri, e la Germania raggiunge volumi assoluti elevati, ma striminziti in relazione al suo parco, tra le nazioni che se la cavano benino c’è soltanto la Francia (che è importante produttore di veicoli elettrici). I cugini transalpini nel 2018 hanno intestato alle aziende 10.518 veicoli elettrici, che rappresentano una quota del 2,2% sulle circa 480.000 auto aziendali.

Male tutti gli altri: il poco significativo Belgio è all’1,3%: 2.796 auto elettriche su 218.774 True Fleets. Italia e Spagna si attestano all’1% delle vendite aziendali: 3.401 (su 356.768) nel nostro Paese e 2.952 (su 291.845) a Madrid e dintorni.

 

Zoe prima grazie ai francesi

Il modello elettrico più venduto nelle flotte degli 8 Paesi è la Renault Zoe, con 11.568 unità. Però le vendite della compatta francese sono concentrate in larga misura nella sua nazione d’origine (ed è prima anche in Germania e Spagna). Meglio distribuite, invece, sono le vendite della seconda classificata, la Nissan Leaf (10.643 unità), che è prima in Norvegia, Regno Unito, Italia e Belgio). Terza è la BMW i3 (8.844, con quasi la metà delle vendite concentrate in Germania e in Norvegia). Quarta la Tesla Model S (8.610 unità), che è l’elettrica più venduta in Olanda. Al quinto posto la Volkswagen Golf, terza in Germania e anche in Norvegia.

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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