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Il noleggio nel 2020: una partenza a razzo

Roma, 02.03.20

In un mercato partito male a gennaio, il noleggio va a gonfie vele, sia nel comparto del lungo termine sia in quello del breve. Ecco come cambiano le scelte dei clienti dell’auto in affitto

di Salvatore Saladino Country Manager Dataforce Italia

Il noleggio ha ormai conquistato il favore degli automobilisti italiani: anche nel primo mese del nuovo anno, che ha registrato un arretramento delle immatricolazioni del 6% (Passenger Cars), gli unici canali a spuntare un incremento sono stati il long rent e i rent-a-car. Il noleggio a lungo termine ha proseguito l’andamento positivo degli ultimi due mesi, quando era cresciuto a dismisura (con punte del 40%), ma quest’anno la crescita ha una motivazione differente. Se alla fine del 2019 si era scatenata la corsa all’immatricolazione per i timori di una nuova tassazione più penalizzante sulle auto aziendali nel nuovo anno (timori, per fortuna, poi rivelatisi infondati, perché il Governo ha ritirato il provvedimento inserito nella Legge di Bilancio), nel 2020 l’incremento è dovuto esclusivamente al gradimento di questa formula di acquisizione.

Scarico di responsabilità

Tra i vantaggi del noleggio a lungo termine c’è anche l’opportunità di scegliere liberamente il tipo di alimentazione: benzina, diesel, a gas, elettrica o ibrida, senza il timore di sbagliare. In tempi in cui l’auto a gasolio è penalizzata dai blocchi del traffico e rischia di essere colpita da una tassazione sfavorevole, con conseguente svalutazione immediata, e con le vetture elettriche e ibride ancora ai margini del mercato perché non convenienti per chi macina decine di migliaia di km all’anno, poter condividere il rischio con il noleggiatore è un vantaggio innegabile. L’auto infatti è di proprietà di quest’ultima, che si assume gli oneri di un maggior abbattimento del valore residuo al momento della futura rivendita. Mentre per un automobilista che acquista per conto proprio la nuova automobile la svalutazione è tutta a suo svantaggio. Ecco quindi che a gennaio il noleggio a lungo termine ha fatto registrare un incremento delle immatricolazioni del 18%, con gli operatori captive, cioè quelli controllati dalle case costruttrici, in rialzo addirittura del 60%. Anche questo fenomeno ha una spiegazione: le captive operano soprattutto attraverso le reti di vendita dei concessionari, che sono il punto di riferimento di privati, professionisti, artigiani e piccole aziende. Ossia gli automobilisti più disorientati nella scelta d’acquisto. Le circa 23.000 auto immatricolate dal NLT a gennaio valgono una quota di quasi il 15% dell’intero mercato.

Inflottamento anticipato

Anche il breve termine sta volando alto: +19% a gennaio. I rent-a-car hanno accettato le richieste dei costruttori di anticipare a inizio anno le immatricolazioni. In ogni caso, le previsioni per la stagione turistica sono positive e il settore dei viaggi d’affari in continua crescita. Sono sempre di più i lavoratori che viaggiano da una città all’altra con mezzi rapidi (aereo o treno ad alta velocità) e poi utilizzano il noleggio a breve termine per gli spostamenti locali. Le quasi 17.000 auto inflottate a gennaio significano oltre il 10% delle immatricolazioni totali.

Aumentano le ibride

Nel noleggio il 2019 è stato un anno in cui i clienti hanno scelto di puntare sulle ibride, ma non sempre. Se osserviamo le statistiche di immatricolazione dei noleggiatori generalisti (cioè gli operatori multibrand), si nota che le ibride sono arrivate ormai al 10% (erano attorno al 2% nel 2016), con il diesel in forte regresso (dall’88% di quota nel 2015 a meno del 69% l’anno scorso). Ma se valutiamo quanto accade tra i noleggiatori captive, il diesel rimane ben oltre il 60% da ormai 5 anni. A guadagnare sono le auto a benzina, attorno al 30% di quota: sono le citycar che garantiscono canoni contenuti e massima praticità d’uso. Le ibride, invece, rimangono confinate a poco più dell’1%.

Suv superstar

Dove invece le scelte dei clienti del noleggio si sono modificate parecchio negli ultimi anni è nella tipologia di carrozzeria: in un lustro suv e crossover sono cresciute di tre volte tra i clienti delle società di noleggio a lungo termine multimarca, addirittura quasi di 5 volte per gli utilizzatori con contratti delle captive. A perdere terreno sono le monovolume. Invece le station wagon, che tra i privati non hanno più il successo di un tempo, nel noleggio sono ancora richiestissime. Tra i clienti delle captive sono addirittura raddoppiate rispetto a 5 anni fa.

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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Contatti: Salvatore Saladino
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