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IMPORTAZIONI PARALLELE: UN FENOMENO ITALIANO

Roma, 24.01.19

Nel 2018 in Italia sono state immatricolate 154.000 autovetture attraverso il canale dell’import diretto, cioè senza che i veicoli siano passati per le maglie delle reti ufficiali presenti sul nostro territorio. In queste pagine riportiamo un quadro completo di quanto accaduto nel corso dell’anno appena trascorso grazie ai dati messi  a disposizione da Dataforce.

Il fenomeno, che ha inciso nel suo complesso per l’7,5% sul totale del targato, a livello geografico assume aspetti molto diversi: appare evidente una concentrazione dell’immatricolato parallelo nel Sud dove si raggiunge il 15,4% e nelle Isole dove si tocca il 12,2% di quota. Va detto che nelle Isole è la Sicilia ad alzare i valori con una quota del 14,8%, mentre il 5,9% della Sardegna rimane al di sotto della media nazionale.

Per quanto riguarda i dati regionali, alla virtuosa Valle d’Aosta, che si avvale dell’import diretto per lo 0,4% del totale, fanno da contrappunto i dati del Molise che arriva a quota 25,3% e quelli della Campania che sfrutta il sistema per il 22,1% dell’immatricolato.

Proseguendo nell’analisi della distribuzione geografica, la tabella relativa alle singole province indica che è Isernia, sebbene con volumi molto ridotti, la provincia più interessata dal fenomeno. In particolare l’immatricolato non ufficiale ammonta al 33,0% del totale.

Un dato aberrante e di scarsa rilevanza statistica che tuttavia suggerisce di rimanere al Sud e nelle Isole; ancor meglio in Campania e in Sicilia, regioni che vedono nell’ordine: Agrigento, Caltanissetta, Caserta, Enna, Napoli tutte con quote ben al di sopra del 23%.

Ammesso che il parallelo possa essere talvolta considerato come utile strumento di marketing per soddisfare richieste di utenti particolarmente esigenti, i numeri appena esposti sembrano davvero il frutto di attività diverse da quelle della customer satisfaction.

Con i numeri di Dataforce è anche possibile vedere cosa è successo tra i singoli brand. Fiat, in testa con quasi un terzo dell’importato, è seguita da un nutrito gruppo di appetibili tedesche dal quale emerge Jeep che, insieme con Alfa Romeo e Lancia, portano la quota di Fca al 40,68%. Poi c’è Nissan e dopo due posizioni occupate da Smart e Ford, appare Renault la cui quota nel Sud si fa notare.

Da ultimo, la tabella con le nazioni da cui prevengono i veicoli vede la Germania e la Spagna, titolari del 63,8% di questo specifico mercato, condurre la classifica.

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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