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INTERAUTONEWS DATABOOK 1° SEM. 2015 – Europa Mercato Top 5

Roma, 30.06.15

In un mercato ormai in definitiva costante crescita, i 5 grandi paesi in pieno sviluppo sono le locomotive dell’intero continente, ma ciascuno seguendo una propria strategia – Salvatore Saladino

L’analisi del mercato dei primi cinque paesi d’Europa in termini di volumi di vendita evidenzia una tendenza alla crescita che permette ormai di avvicinarsi alle immatricolazioni ante-crisi. Raffrontando le nuove targhe del primo semestre 2015 con lo stesso periodo del 2010, si può notare che le vendite siano ormai risalite quasi allo stesso livello: 5.471.980 unità quest’anno, 5.568.096 cinque anni fa. Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna (in ordine di graduatoria delle vendite) mostrano tutte il segno più, sebbene con tassi di crescita e motivazioni differenti. Anche nella mix dei canali e nelle variazioni risultano profonde diversità. In Germania la clientela retail è in leggera flessione, mentre crescono prepotentemente le auto-immatricolazioni dei produttori e delle reti di distribuzione. In Gran Bretagna tutti i canali si avvantaggiano di un momento particolarmente positivo. In Francia i volumi rimangono ancora nettamente inferiori rispetto a 5 anni fa e la crescita è merito delle vendite aziendali, mentre i volumi delle immatricolazioni dei privati, pur in leggera risalita, hanno perso 12 punti di quota rispetto a un lustro fa. In Italia, invece, il mercato dei privati in ripresa è il segnale positivo più evidente del primo semestre 2015, crescita che è comunque accompagnata dal buon andamento anche del comparto del noleggio, sia a breve sia a lungo termine. La Spagna, ultima nella graduatoria dei volumi tra i cinque grandi d’Europa, è il paese che brilla di più nella ripresa, grazie soprattutto al rinnovo dei sistemi di incentivazione all’acquisto, giunti ormai all’ottava edizione: tutti i canali mostrano segnali positivi, con il mercato retail a spingere la volata.

Immatricolazioni per paese ed utilizzatore (6 mesi)

Immatricolazioni per paese ed utilizzatore (6 mesi)

Germania: privati e manufacturer sempre più vicini
Grazie a politiche commerciali molto efficaci, il mercato tedesco del primo semestre 2015 appare in discreta salute: +5,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. In sei mesi le vendite di auto nuove hanno raggiunto 1.618.949 unità, un valore molto simile a quello degli anni 2011 e 2012. Tra i mercati europei più importanti, quello tedesco è stato il più stabile nel corso degli ultimi 5 anni, veleggiando sempre attorno al milione e mezzo di unità immatricolate in ciascun primo semestre. A oscillare maggiormente, però, sono i canali di vendita, alcuni dei quali in forte espansione a compensazione della flessione di altri. Il mercato retail è, come nel resto dell’Europa, il grande “malato”: nel 2010 in Germania la quota dei privati era del 42,9%, nel primo semestre del 2015 è scesa a un magro 35%, il valore peggiore di sempre. Crescono, ma con flemma quasi britannica, le immatricolazioni aziendali (vendite dirette, leasing e noleggi a lungo termine), in ascesa costante dal 2010. La loro quota è passata in 5 anni dal 20,1% all’attuale 23,5%. Molto stabile la quota dei rent-a-car: costantemente compresa tra i 10 e gli 11 punti percentuali. A compensare la perdita di importanza del mercato retail sono le auto-immatricolazioni delle case costruttrici e dei concessionari, che hanno raggiunto nel 2015 il 30,4% dell’intero mercato, un dato ormai vicino a quello della quota dei privati (35%). Per rendere l’idea di quanto il mercato tedesco sia squilibrato rispetto a quello degli altri paesi “Big 5”, è sufficiente un confronto: questo dato rappresenta il doppio rispetto alla Francia, il triplo rispetto a Italia e Regno Unito e oltre quattro volte tanto la Spagna.

Top 3 per marca e utilizzatore per paese

Top 3 per marca e utilizzatore per paese

Gran Bretagna: crescita costante lontano dall’euro
Il Regno Unito è un mercato a sé. Analizzando i dati dei primi semestri degli ultimi 5 anni, si nota un leggero calo delle immatricolazioni tra il 2010 e il 2011, e poi una crescita che diventa, di anno in anno, sempre più vigorosa. I primi 6 mesi del 2015 rappresentano un vero e proprio record, il volume di immatricolazioni più alto di sempre. Con 1.376.889 nuove targhe, il primo semestre di quest’anno esprime un +7% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il trend è positivo ormai da 40 mesi consecutivi. L’analisi dei canali di vendita evidenzia una pressoché totale stabilità della mix negli ultimi 5 anni: i privati si attestano tra il 45 e il 48%, le vendite business tra il 30 e il 35%, i rent-a-car tra il 30 e il 32% e le auto-immatricolazioni attorno al 10%. La caratteristica peculiare del mercato britannico, che ormai da qualche anno è il secondo in Europa, è l’importanza del mercato business: nel 2015 un’auto su tre immatricolate appartiene a questo canale. Sempre più diffusa la formula del noleggio, che cresce in misura doppia rispetto agli acquisti diretti. Un mercato equilibrato e maturo, dunque, quello del Regno Unito, in cui le forzature commerciali (km zero e auto-immatricolazioni) non incidono più di tanto.

Francia: in 5 anni meno 12 punti ai privati
Andamento altalenante nel primo semestre di quest’anno per il mercato d’Oltralpe: crescita vigorosa nel primo trimestre, rallentamento ad aprile, battuta d’arresto a maggio e +15% a giugno. Nel complesso, la prima metà di quest’anno fa registrare un confortante +6,1%, con 1.017.493 nuove targhe. Anche in Francia il fenomeno più importante rilevabile nell’analisi della mix dei canali riguarda la perdita di quota dei clienti privati: rispetto al 2010, anno in cui questo canale rappresentava il 62,6% delle immatricolazioni, nel primo semestre di quest’anno le vendite retail hanno superato di poco la metà del totale delle immatricolazioni (più esattamente il 50,7%). Rispetto ai primi 6 mesi del 2014, questo dato significa una perdita di 2,3 punti percentuali. La variazione in positivo più significativa, nel confronto con lo scorso anno, riguarda il canale dealerships/manufacturers, passato dal 13,7 al 15%. Più stabili gli altri due canali: true fleets +0,6%, rent-a-car +0,5%. Nell’analisi di lungo periodo (2010-2015), oltre all’importante calo del mercato dei privati, si segnala la crescita delle vendite business, passate dal 14,5% di quota di 5 anni fa al 20,7% del primo semestre 2015, i rentals, invece, hanno avuto una crescita più modesta e costante nel tempo: anno dopo anno sono cresciuti dll’11,4% del 2010 al 13,6% di quest’anno. In termini di valori assoluti, la ripresa del mercato francese, pur significativa, non ha ancora permesso di ritornare ai volumi di 4 o 5 anni fa, quando nel primo semestre si superavano gli 1,2 milioni di nuove targhe, mentre quest’anno si è raggiunta a stento quota 1 milione.

Italia: privati finalmente in ripresa
Il primo semestre 2015 rappresenta, finalmente, una crescita a doppia cifra dopo anni di recessione. Il dato va letto con un certo ottimismo, sebbene emerga da un confronto con un periodo precedente disastroso, che ha visto crollare le vendite del 40% in poco più di un lustro. A spingere la crescita del 2015 sono stati soprattutto i noleggi, sia rent-a-car sia long rent, ma anche le campagne promozionali delle Case e dei concessionari che sono riuscite ad attirare nuovamente nei saloni i clienti privati. Le vendite retail, infatti, sono state quelle che maggiormente hanno penalizzato il comparto automotive. In termini di canali, le vendite ai privati rappresentano il 60,4%, le “true fleet” (acquisti aziendali, sia diretti, sia leasing e noleggi a lungo termine) il 18,9%, i rent-a-car l’11,1% e le auto-immatricolazioni dei costruttori, degli importatori ufficiali e dei concessionari il 9,6%. La “fluttuazione” tra i canali è rilevante: i privati nel 2010 mantenevano una quota del 73,8%, le flotte cinque anni fa superavano di poco il 10% e i noleggi a breve termine avevano tre punti percentuali di quota in meno. Si sta riducendo, invece, l’importanza delle auto-immatricolazioni, che stanno tornando lentamente a valori simili a quelli di un lustro fa, dopo aver raggiunto l’11,3% sul totale delle nuove targhe nel 2013.

Spagna: benedetto Plan Pive
L’iberico appare, tra i mercati europei Top 5, quello in migliore stato di salute: nel primo semestre ha superato il mezzo milione di immatricolazioni. Non accadeva dal 2010. Rispetto al 2014, le 567.661 auto nuove immatricolate nei primi 6 mesi del 2015 rappresentano una crescita di oltre 20 punti percentuali. Il motivo principale della rinascita del mercato spagnolo consiste nel piano governativo di incentivi all’acquisto, il Plan Pive, che concede bonus cospicui, a vantaggio sia dei privati sia delle aziende. Nel primo semestre il mercato retail ha fatto registrare +22,9% e quello business +33%. Il Plan Pive funziona bene perché è costante nel tempo: è arrivato ormai all’ottava edizione. L’analisi sulla mix dei canali evidenzia la consueta caratteristica del mercato spagnolo: la grande rilevanza dei rent-a-car, le cui immatricolazioni coprono una vendita su quattro. Nel 2015 i rentals sono al 24,9%, erano al 27,3% nello stesso periodo del 2014 e al 28% nel 2013. La quota dei privati è attualmente al 50,3%, pressoché stabilizzata rispetto allo scorso anno, nettamente inferiore al 2010 (61,1%), ma molto meglio rispetto al magrissimo 42,5% del 2012, l’anno orribile del mercato spagnolo. Sempre abbastanza modesta la quota di mercato dei manufacturers/dealers: la più bassa tra i paesi Top 5 con il 7,2%, anche se in crescita rispetto al 2014 (6,5%). Un’altra caratteristica del mercato iberico riguarda le flotte aziendali: la loro quota è inferiore alla media europea. Nel primo semestre 2015 è al 17,6%. Nell’ultimo quinquennio la punta più alta è stata del 19,8% nel 2011 e quella più bassa del 12% nel 2010.

 

Immatricolazioni per paese ed utilizzatore dal 2007

Immatricolazioni per paese ed utilizzatore dal 2007

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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