Mercato auto, che 2017: quasi due milioni di auto vendute

Roma, 03.01.18

A dicembre vendite in calo del 3,2 per cento, ma l’anno si chiude con 1.970.000 immatricolazioni. Per Jeep si tratta dei migliori 12 mesi di sempre. Preoccupa, per la sicurezza e per l’ambiente, il parco circolante vecchissimo

di VINCENZO BORGOMEO

“Quasi gol”: Il mercato dell’auto chiude il 2017 con 1.970.531 vendite, un soffio sotto i fatidici due milioni di vendite, traguardo impensabile fino a qualche tempo fa, raggiunto nonostante il calo delle consegne (meno 3,2%) a dicembre. Nell’intero 2017, i volumi immatricolati si attestano quindi complessivamente a 1.970.497 unità, il 7,9% in più rispetto al 2016.

Certo, hanno funzionato gli incentivi “fai da te” realizzati dalle case automobistiche, le tante novità e la ripresa generale del settore, ma anche meccanismi di auto-immatricolazioni da parte dei dealer: +102% a dicembre  (e +142% nel totale annuo), mentre le km zero delle Case, decimate a dicembre, nel cumulato 2017 sono calate del 7%.

Il fenomeno delle vetture immatricolate da concessionari o case automobilistiche (senza cliente finale) non può più essere ignorato e la dimostrazione la troviamo anche dall’analisi delle immatricolazioni negli ultimi tre giorni lavorativi di dicembre: il 43,65% delle nuove targhe è stato registrato dal 27 al 29 del mese… Sono due punti in meno rispetto a novembre, ok, ma il numero è impressionante.

Con la chiusura dell’anno, quindi, si fermano a 48 i mesi consecutivi di crescita (a eccezione di maggio 2014 e aprile 2017).

Va detto poi che a differenza del mercato del nuovo che nel 2017 cresce del 7,9%, il mercato dell’usato scende del 3,1% con 4.575.981 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) contro i 4.721.576 del 2016 e perde, quindi, oltre 145.000 unità. A incidere pesantemente su questo calo, il mese di dicembre che, con 355.863 trasferimenti, perde 41.349 unità, il 10,4% in meno rispetto alle 397.212 del dicembre 2016.

Torniamo però ai numeri. E ai bilanci di fine anno: la “nostra” Fca rispetto al 2016, fa segnare immatricolazioni in aumento nel 2017. Infatti, nell’anno FCA registra oltre 557.500 vetture – il 5,5 per cento in più rispetto al 2016 – per una quota del 28,3 per cento. Nel 2017 crescono le vendite di Alfa Romeo (+24,6 per cento), Jeep (+22,3 per cento) e Fiat (+4,3 per cento). Da segnalare poi che ci sono sei modelli FCA nella top ten del 2017, di cui quattro ai primi quattro posti: Panda, Ypsilon, 500, Tipo, 500X e 500L. In dicembre comunque con più di 31.900 registrazioni, Fiat Chrysler Automobiles ottiene una quota del 26,4 per cento.

Ma se il Gruppo Fiat è cresciuto nel 2017 del 5,43, quello PSA ha fatto segnare +12,33, quello Volkswagen +6,09, Renault +15,35, Ford +8,08, Toyota +18,38, Daimler +0,57, Bmw +1,66, Nissan +12,39, Suzuki +37,13 e Jaguar Land Rover +1,19.

“Il 2017 – ha dichiarato Michele Crisci, Presidente dell’Unrae, l’Associazione delle Case Automobilistiche Estere – si è finalmente riallineato al reale potenziale del mercato italiano, anche se con nuove declinazioni nella composizione del mix canali di vendita”. “Il 2018 – prosegue il Presidente – eredita il problema della qualità del nostro parco circolante, molto grande e molto vecchio (età media 10,5 anni) sul quale è necessario che i Decisori locali, subito, e poi il rinnovato esecutivo nazionale agiscano con determinazione per assicurare la raggiungibilità dei target di emissione previsti per il 2020.”

Ma a preoccupare è l’analisi del parco circolante (fonte ACI) condotta dal Centro Studi e Statistiche Unrae che mette in luce una piccola tragedia per l’ambiente e per la sicurezza stradale: su un parco totale di 37.843.983, il circolante ante Euro 3 (vetture immatricolate prima del 2001, quindi con oltre 17 anni di vita) conta 9.567.000 vetture, pari al 25,3% del totale…

“A dicembre il mercato dell’auto italiano presenta il secondo segno negativo del 2017, dopo il calo di aprile, dovuto in buona parte agli effetti di calendario, avendo dicembre 2017 contato due giorni lavorativi in meno rispetto a dicembre 2016 (18 giorni lavorativi a dicembre 2017 contro i 20 di dicembre 2016)”, commenta Aurelio Nervo, Presidente di Anfia, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. “Nell’anno da poco concluso – conclude Nervo – è proseguito il trend di graduale crescita avviato nel 2014 dopo sei anni consecutivi in flessione e i volumi raggiunti hanno superato la simbolica soglia di 1,9 milioni di unità, confermando l’Italia come quarto mercato dell’UE dopo Germania, Regno Unito e Francia.

Secondo Federauto, l’associazione di concessionari italiani, “l’analisi delle immatricolazioni per tipologia di utilizzatore, evidenzia come la mancata crescita delle vendite a privati (-2,2%) e lo straordinario incremento delle vendite a società (+29,6%) sia spiegato in parte dall’effetto leva generato dal superammortamento di cui hanno potuto beneficiare le società di noleggio nel 2017 e, dall’altra parte, dal massiccio ricorso al numero di Km zero, vale a dire le autoimmatricolazioni a nome delle concessionarie (di fatto veicoli destinati alla rivendita a cliente finale) che hanno alterato l’interpretazione del dato relativo al canale dei privati. Infatti, in assenza di tale forzatura è ipotizzabile una crescita reale, seppur modesta, delle immatricolazioni a privati”.

Cosa succederà nel 2018? Dall’inchiesta condotta a fine dicembre dal Centro Studi Promotor emerge che il 29% dei concessionari si attende vendite in crescita, il 58% ipotizza invece stabilità sui buoni livelli del 2017 e solamente il 13% manifesta pessimismo. Tra l’altro, segnali positivi giungono anche dalle inchieste condotte in dicembre dall’Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese che si confermano in aumento, mentre la stessa Istat, nella sua ultima nota congiunturale, informa che “l’indicatore anticipatore” del ciclo economico “continua ad aumentare”. Il mercato dell’auto trarrà ovviamente beneficio dal rafforzamento della ripresa dell’economia, rafforzamento a cui peraltro ha dato e sta dando un contributo più che apprezzabile.

Secondo il Centro Studi Promotor, le immatricolazioni nel 2018 supereranno quota due milioni per attestarsi a 2.050.000 ed avere poi un ulteriore balzo nel 2019 per portarsi a 2.200.000 unità, cioè ad un livello decisamente importante che sarà di ottimo auspicio per affrontare le sfide dei prossimi anni ‘20 in cui l’automobile, la macchina che ha cambiato il mondo nel secolo scorso, lo cambierà di nuovo con l’avvento dell’auto a guida autonoma

“Dicembre spiega poi Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce – è un mese in cui tradizionalmente il privato preferisce aspettare gennaio per targare la sua nuova auto. Ma il confronto con dicembre 2016 è comunque allarmante: a fronte di un mercato in calo di 3 punti, il -12% dei privati non fa prevedere nulla di buono per il 2018. Di buono per i privati (e tutto tranne che buono per le concessionarie) ci sarà il fatto che, nel 2018, beneficeranno di fortissime campagne promozionali che le reti dovranno erogare per smaltire uno stock di vetture targate (e non) che ha raggiunto dimensioni importanti”.

In caso di pubblicazione, per cortesia citare sempre la fonte Dataforce.

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