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Comunicato Stampa Dataforce: Mercato Auto e Veicoli Commerciali Aprile 2020

Roma, 04.05.20

Senza incentivi veri e una fiscalità europea, il mercato muore

 

Il mese del lockdown totale ha consuntivato solamente 5.701 immatricolazioni (Passenger Cars + Light Commercial vehicles). Rispetto alle 189.927 di aprile 2019 è un calo del 97%. Con questo risultato, il cumulato del primo quadrimestre fa segnare un saldo negativo del 50,28%, con un totale delle vendite di 384.343 unità rispetto alle 772.987 del 2019. Le immatricolazioni Passenger Cars sono state 4.415 (-97,49%), quelle dei commerciali leggeri 1.286 (90,99%). Ovviamente nessun canale si è salvato dalla peggior flessione della storia del mercato: il noleggio a breve termine si è completamente azzerato: i rent-a-car hanno targato solamente 104 vetture (-99,65%), le auto-immatricolazioni dei costruttori e dei concessionari si sono fermate a 381 unità (-97,6%), i noleggi a lungo termine hanno targato 1.419 vetture (-94, 81%), i privati 2.005 (-97,89%) e gli acquisti diretti delle imprese sono stati 506 (-93,34%).

La riapertura delle concessionarie e la ripresa, seppure a ritmi ridotti, delle attività lavorative nel comparto automotive dal 4 maggio, dovrebbe far ripartire le immatricolazioni. Ma le conseguenze economiche del Covid-19 continueranno ad avere un impatto drammatico sul mercato per molti mesi a venire, anche oltre la fine dell’anno. Per attenuare almeno in parte il crollo delle vendite, tutte le associazioni di categoria hanno invocato un massiccio rafforzamento degli incentivi all’acquisto e una revisione della fiscalità auto. Dataforce ha perciò simulato diversi scenari di forecast legati agli eventuali incentivi attesi dalla filiera. In mancanza, il mercato vetture 2020 chiuderà a 1,070 milioni di immatricolazioni, quello dei veicoli commerciali appena sopra quota 110.000.


Roma, 4 maggio 2020 – La forzata inattività dei punti di vendita e di consegna si è riflessa sui numeri delle immatricolazioni del mese di aprile. Le nuove targhe Passenger Cars + Light Commercial Vehicles sono state solamente 5.701 contro le 189.927 di aprile 2019 (-97%). Ad aprile 2020 sono state immatricolate 4.415 vetture (97,49%) e 1.286 autocarri leggeri, con una flessione del 90,99%.

 

Il mercato italiano dell’auto (Passenger Cars) ha chiuso il secondo drammatico mese dell’era Covid-19 con una flessione senza precedenti nella storia: le nuove targhe di vetture ad aprile sono state 4.415, contro le 175.654 dell’aprile precedente. Un decremento di 171.239 unità (-97,49%), che ha coinvolto tutti i canali di distribuzione: giù i privati del 97,89%, un calo appena inferiore per le immatricolazioni dirette delle aziende (-93,34%), ai minimi storici quelle del noleggio a lungo termine (-94,81%), totalmente azzerate quelle dei rent-a-car (-99,65%). Anche le targhe di demo e km zero, cioè le auto-immatricolazioni dei costruttori e dei concessionari hanno realizzato numeri insignificanti, con una contrazione rispettivamente del 97,48% e del 97,61%.

Nel comparto del NLT I Top Player generalisti hanno completamente azzerato le attività di immatricolazione: soltanto 130 vetture sono state targate ad aprile. La quasi totalità delle immatricolazioni sono state quindi appannaggio delle Captive: 1.279 vetture targate. Il settore del noleggio a breve termine ad aprile ha fermato il rinnovo del parco, in vista di un business che si prevede sarà in fortissima contrazione per tutto l’anno. Nel quarto mese dell’anno le nuove targhe sono state soltanto 104.

 

Anche il mercato dei veicoli commerciali ha fatto registrare un vero e proprio tonfo: -90,99%. Nel quarto mese del 2020 sono stati targati 1.286 LCV fino a 3,5 t (12.987 in meno rispetto allo stesso mese del 2019). Le immatricolazioni dirette dei privati (ditte, artigiani e professionisti) e delle aziende rappresentano quest’anno quasi il 67% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha raggiunto una market share che sfiora il 25%. Il breve, invece, occupa una quota del 4,5%. L’arretramento più evidente di aprile è stato quello del noleggio a breve termine (-97,89%), seguito dalle auto-immatricolazioni (-96,68%), dalle ditte individuali, artigiani e professionisti (-94,59%), dalle aziende che acquistano con la formula della proprietà o del leasing (-89,23%) e dal noleggio a lungo termine (-88,04%).

Cosa aspettarsi quindi per fine anno? Dataforce ha voluto tentare il difficile esercizio di elaborare un forecast che prevede quattro ipotesi basate sulle fasce di emissioni di CO2. La prima, in assenza di incremento degli attuali incentivi, porterebbe il saldo finale del 2020 a 1.070.000 immatricolazioni Passenger Cars (nel 2019 furono 1.919.617), con un calo del 44%, e a 113.000 immatricolazioni Light Commercial Vehicles (nel 2019 furono 179.315), con un calo del 37%. Le vetture nella fascia di emissioni da 0 a 60 g/km sfiorerebbero le 26.000 unità. Nella fascia compresa tra i 61 e i 95 g/km, il mercato sarebbe in grado di produrre complessivamente 143.000 nuove targhe. In quella dove si attesta oltre la metà delle immatricolazioni, ossia tra i 96 e i 125 g/km, il risultato di fine anno raggiungerebbe le 676.000 targhe. Poco più di 190.000 sarebbero le immatricolazioni nella fascia da 126 a 160 g/km e, infine, circa 34.000 le auto oltre i 160 g/km.  A livello di canali di vendita, i privati manterrebbero una quota attorno al 56% (con un calo di market share inferiore al punto percentuale), le flotte aziendali che utilizzano la formula dell’acquisto diretto rimarrebbero al 4,7% come nel 2019, salirebbe il ricorso al noleggio a lungo termine, che raggiungerebbe una quota del 20,6% (14,7% nel 2019), il noleggio a breve termine crollerebbe dal 9,3% al 4,7%, mentre le auto-immatricolazioni dei costruttori e dei concessionari rimarrebbero stabili attorno al 14% di quota.

Il secondo scenario, quello dell’estensione degli incentivi alla soglia dei 95 g/km, consentirebbe al mercato vetture di raggiungere un livello di immatricolazioni di quasi 1,2 milioni di unità. I volumi aggiuntivi, insomma, sfiorerebbero le 130.000 unità, comunque insufficienti a salvare i bilanci del comparto. Il settore dell’automotive entrerebbe in una spirale di crisi irreversibile per una larga fetta delle reti di vendita e anche l’industria manifatturiera verserebbe in uno stato di difficoltà mai sfiorato in precedenza. Con conseguenze drammatiche sul versante occupazionale.

Il terzo scenario – estendere i bonus all’acquisto fino alla fascia di emissioni di CO2 fino ai 125 g/km – è per Dataforce l’unica strada possibile per risollevare realmente il mercato fin dal 2020: in questo caso il nostro forecast prevede un mercato Passenger Cars di poco superiore a 1,6 milioni di immatricolazioni con un incremento di circa 400.000 unità rispetto all’ipotesi più restrittiva del limite di incentivo a 95 g/km.

Il quarto scenario che prevede incentivi fino a 160 g/km è totalmente utopistico di fronte a un Governo incapace di comprenderne i benefici, ma porterebbe il mercato vetture a chiudere intorno a 1,8 milioni di immatricolazioni.

Nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri, un incentivo all’acquisto limitato a 95 g/km porterebbe a volumi di vendita aggiuntivi quasi trascurabili. Nettamente migliore l’impatto di un bonus esteso ai 125 g/km: il saldo sarebbe di quasi 20.000 unità in più rispetto al forecast senza incentivi. Il raggiungimento del livello dei 160 g/km porterebbe il mercato LCV 2020 a sole 18.000 unità in meno rispetto al 2019, per un totale di immatricolazioni di oltre 161.000 commerciali leggeri.

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha così commentato la situazione del mercato“Dovrebbe ormai essere chiaro che, senza un supporto concreto alla filiera automotive, il mercato continuerà a languire su livelli insostenibili per i comparti produttivo, distributivo e occupazionale. Pur restando convinto che lo stimolo fiscale (il famoso allineamento alla fiscalità europea sempre impunemente derogato dal Governo) sia quello più adatto a generare valore strutturale, l’argomento degli incentivi è drammaticamente urgente quanto risolutivo nell’immediato. Riprendendo quanto simulato nel forecast del paragrafo precedente, se fra qualche tempo qualcuno al Governo si vanterà di aver salvato il settore approvando incentivi per gli autoveicoli con emissioni fino a 95 g/km, sappiate che vi sta prendendo in giro, perché 100.000 targhe in più non salveranno tante concessionarie dal fallimento né chi ci lavora. Se non si punta ai 125 g/km si piangeranno lacrime amare… In tutto questo, vado probabilmente in controtendenza auspicando che gli incentivi vengano approvati solo fino a fine anno e non anche estesi al 2021. Se il consumatore oggi sa di poter usufruire di un incentivo anche nel prossimo anno, aspetterà e renderà meno efficace la manovra nell’annus horribilis. Infine, c’è sempre una carta da giocare, e solo gli OEM possono farlo. Facendo affidamento sulla lobby tedesca dei costruttori di auto, possiamo immaginare che riuscirà a far sospendere alla EU le sanzioni collegate alle emissioni CO2 per le quali hanno accantonato miliardi di euro per il solo 2020. Se così fosse, il budget necessario per un meraviglioso piano di incentivi sarebbe già pronto e in questo modo, per una volta, il rilancio del settore avverrebbe per mano di chi ne è davvero interessato e, in fondo, può ancora permetterselo.”

Le Marche. Nell’ambito della graduatoria dei brand preferiti, il gruppo FCA mantiene il vertice della classifica anche nel mese di aprile con 1.673 targhe (e una quota di mercato del 37,89%). Al secondo posto il gruppo PSA con 1.072 immatricolazioni, seguito dal gruppo Renault-Nissan (che comprende anche Dacia e Mitsubishi) con 521 targhe. Al quarto posto il gruppo Volskwagen (304 immatricolazioni). Nelle retrovie, Ford, Suzuki, Tesla, il gruppo BMW e il gruppo Hyundai-Kia.

I modelli. La graduatoria dei 5 modelli più venduti ad aprile vede sempre in testa la Fiat Panda, seguita dalla Renault Zoe, Jeep Compass e Renegade e Fiat 500X. Nella classifica dei modelli immatricolati a cliente privato, la Panda prevale davanti all’Opel Corsa, alla Peugeot 208, alla Citroen C3 e alla Peugeot 2008. Gli acquisti diretti business, invece, vedono in testa la Suzuki Baleno, seguita dalla Panda, dal Fiat Ducato, dalla Peugeot 3008 e dalla Fiat Tipo. Nel noleggio a lungo termine, è la Renault Zoe a guidare la graduatoria, seguita da 4 modelli FCA: Jeep Compass, Fiat Panda e Tipo, Jeep Renegade.

Le alimentazioniAnche le elettriche si arrendono. Se a marzo la contrazione delle vendite aveva solvato almeno le auto elettriche, ad aprile tutte le tipologie di alimentazione sono precipitate a livelli prossimi allo zero. Il diesel, però, ha di nuovo sorpassato il benzina. Le elettriche si sono dimezzate, mentre gpl, metano e ibride sono scese a livelli di immatricolazioni quasi nulle, come benzina e diesel.

Ultimi tre giorni – La corsa all’immatricolazione negli ultimi tre giorni feriali di aprile (28-29-30) ha permesso un leggerissimo incremento delle immatricolazioni. Le targhe “last minute” sono state 1.980, pari al 44,85% delle immatricolazioni del mese. La tabella allegata a questo comunicato, che evidenzia i numeri delle immatricolazioni degli ultimi tre giorni, è costruita secondo lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che con i loro volumi “fanno” l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20%. Nel quarto mese dell’anno il costruttore che ha targato la maggior quota percentuale di veicoli negli ultimi tre giorni è stato Opel, che ha immatricolato il 76,83% delle sue vetture. Al secondo posto Lancia (63,3%). Terza è Citroen (63,14%), seguita da Fiat (58,56%) e Peugeot (54,71%). Tra i meno attivi negli ultimi 3 giorni, Renault (8,25%), Suzuki (9,62%) e Volkswagen (25,35%).

 

DATI STATISTICI

 

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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