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Comunicato Stampa Dataforce – Mercato Auto e Veicoli Commerciali – Giugno 2018

Roma, 02.07.18

IL MERCATO PERDE IL 7% PERCHÉ RALLENTANO LE KM ZERO

 

Dopo l’orgia di auto-immatricolazioni dei mesi scorsi, concessionari e OEM hanno diminuito la pressione sulle km zero. Anche il noleggio a breve è tornato nei ranghi, mentre le vendite ai privati si sono stabilizzate.

 

Roma, 2 luglio 2018 – Con lo stesso numero di giornate lavorative rispetto a giugno 2017 (21 giorni utili all’immatricolazione), lo scorso mese si è chiuso con un altro bilancio negativo per le Passenger Cars: -7,29%, triplicando il passivo registrato a maggio (-2,73%). Il comparto dei Light Commercial Vehicles ha fatto segnare un risultato ancora più negativo: -8,26%, confermando l’andamento al ribasso dei mesi precedenti. Complessivamente sono stati immatricolati 189.038 veicoli (184.865 vetture e 14.356 LCV).
Le proiezioni di metà anno del forecast 2018 di Dataforce sono state abbassate attorno a 1.965 mila vetture, con una quota dei privati a fine dicembre al 53,6% (cioè poco più di 1.050.000 vetture), mentre dovrebbero essere circa 100.000 le immatricolazioni aziendali dirette (market share del 5,1%); il noleggio a lungo termine dovrebbe attestarsi a fine anno a quota 295.000 automobili, con una quota di mercato del 15%; per il noleggio a breve termine, invece, il forecast di Dataforce ipotizza 180.000 immatricolazioni nel 2018 con una MS del 9,2%. Infine le auto-immatricolazioni di Case e Concessionari attorno alle 335.000 targhe, con una market share del 17,1%.

 

A giugno il mercato dell’auto (Passenger Cars) ha confermato la sua presenza in territorio negativo, con un decremento del 7,29%, peggiorando il rosso di maggio (-2,73%). Le nuove targhe di vetture sono state 174.685, contro le 188.430 del giugno 2017. Un calo di quasi 14.000 unità, imputabile a tutti i canali di distribuzione tranne che al noleggio a lungo termine (che cresce del 4%) e ai privati (stabili). Nell’ultimo mese del primo semestre 2018 le auto-immatricolazioni dei concessionari hanno rallentato, perdendo oltre 1.300 unità, le auto-immatricolazioni degli OEM sono dimezzate, le vendite aziendali dirette hanno perso 13 punti percentuali, i noleggi a breve termine hanno fatto segnare un arretramento ancora più consistente (-28,45%). La spinta all’immatricolazione di km zero da parte dei concessionari, vigorosa fino a maggio, a giugno è invece crollata del 27,77%, scendendo dalle quasi 5.000 unità di giugno 2017 alle 3.500 dello stesso mese del 2018.

Il saldo del primo semestre 2018 dei privati è sempre in negativo (-31.600 targhe), nonostante l’effimera “ripresina” di aprile e maggio, mentre la loro market share si attesta al 53,84% (2 punti percentuali in meno rispetto ai primi 6 mesi del 2017).

Il noleggio a lungo termine prosegue la sua corsa al rialzo. Il comparto ha fatto registrare un saldo positivo in tutti i periodi del semestre (tranne il leggero calo di maggio). Il long rent ha accresciuto il numero delle immatricolazioni a giugno raggiungendo le 25.325 unità contro le 24.325 del giugno precedente (+4,11%). Tra le categorie di distributori di NLT, lo scorso mese gli operatori “captive” (cioè quelli controllati dai Costruttori) hanno fatto registrare un regresso del 4,58%, mentre gli operatori generalisti Top hanno mantenuto il comparto in territorio positivo con la loro crescita dell’8,65%. Da inizio anno la crescita del noleggio è stata del 9,04%, pari a 13.500 nuove targhe in più.

Il settore del noleggio a breve termine a giugno ha rallentato molto: -28,45%, riequilibrando il mercato del semestre che ora presenta un saldo in positivo ma di poco (+2,49%, pari a 3.300 vetture in più rispetto al 2017).

Le demo e le km zero dei concessionari e delle case sono tutte in flessione: complessivamente a giugno sono state 28.355 (contro le 35.581 del 2017). Ma mentre il calo di quelle dei dealer è stato contenuto attorno al 5,5% (sono state 1.362 vetture in meno, comunque un segnale di inversione di tendenza), quelle degli OEM si sono più che dimezzate (passando da 11.291 a 5.427). A queste cifre vanno aggiunte anche le oltre 3.546 immatricolazioni (-28%) che i dealer hanno intestato alle proprie società di noleggio a breve termine, che in gran parte potrebbero confluire nel “calderone” delle km zero. Complessivamente, dunque, la prestazione negativa del mercato dell’auto a giugno (quasi 14.000 unità in meno) è ascrivibile totalmente al calo delle chilometri zero e al rallentamento del noleggio a breve termine, che dopo il forte incremento dei primi mesi è ritornato nei ranghi.

Le marche e i modelli – La graduatoria degli OEM vede ovviamente sempre Fiat al vertice, ma con un calo delle vendite ancora più evidente rispetto a quello già importante di aprile (che era stato del 15%) e di maggio (-22,8%): a giugno Fiat ha perso oltre 30 punti percentuali, riducendo la sua market share di ben 5,5 punti. La quota di mercato del primo costruttore in classifica, che nel sesto mese dell’anno ha immatricolato solamente 28.188 vetture, è scesa al 16%. È una diretta conseguenza del calo delle immatricolazioni di km zero. Viceversa Volkswagen, che fa registrare un incremento del 21,32% nelle vendite di giugno, consolida la sua seconda posizione nella classifica: ha immatricolato 16.074 vetture. Terza a giugno è Renault, che però perde il 7,86% di vendite con 13.262 nuove targhe (1.100 in meno rispetto a giugno 2017). Ma il gradino più basso del podio nel cumulato del semestre continua a essere appannaggio di Ford, nonostante anche la Casa di Colonia abbia fatto segnare una battuta d’arresto a giugno (-6,14%). La marca dell’Ovale Blu ha immatricolato a giugno 11.564 vetture, circa 750 in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Peugeot (8.912 nuove targhe, con un aumento del 9,08%) mantiene il quinto posto davanti a Opel, sebbene la Casa tedesca abbia immatricolato a giugno qualche unità in più (in totale 8.984) rispetto alla rivale (ma socia di gruppo) francese. La terza marca di PSA, Citroën, mantiene il settimo posto nella graduatoria dei costruttori più apprezzati dai clienti italiani nel 2018, anche se a giugno ha ottenuto risultati inferiori alle attese: ha perso il 9,02% ed è stata superata nelle vendite mensili da Jeep (7.699 vetture targate), Toyota (7.508) e Audi (7.136).

Da segnalare che Jeep (+130,49%) si dimostra il brand più in forma dell’intero mercato: a giugno ha raddoppiato le immatricolazioni, confermando la tendenza di tutto il 2018 (nel semestre ha immatricolato 48.012 vetture contro le 23.792 del 2017). Il brand americano, che assembla i modelli di maggior volume di vendita in Italia, ha di fatto compensato le perdite delle vendite di Fiat, che nel primo semestre sono state di 46.000 unità. A giugno, in territorio negativo tutti gli altri costruttori, tranne BMW (+9,64%), Smart (+30,13%), Skoda (+6,76%), Seat (+19,19%) e Volvo (+7,08%). Particolarmente consistente, sempre a giugno, il calo di Nissan (-41,95%) e Alfa Romeo (-23,35%).

Nella classifica dei modelli più venduti del 2018, la Fiat Panda conquista il vertice anche a giugno, pur continuando il calo di immatricolazioni (-21,36%). La seconda posizione assoluta è appannaggio della Fiat 500X, seguita dalla Renault Clio, dalla Lancia Ypsilon e dalla Jeep Renegade. Anche un’altra Jeep è presente nella Top Ten di giugno: la Compass (al nono posto assoluto, preceduta da Volkswagen Polo, Toyota Yaris e Fiat Tipo). Decima in graduatoria a giugno è la Volkswagen Golf.

I veicoli commerciali – Passando all’analisi del comparto veicoli commerciali leggeri, a giugno è continuato il trend negativo, con una perdita dell’8,26%, pari a 1.292 immatricolazioni in meno. Nel mese di fine semestre sono stati targati 14.353 LCV fino a 3,5 ton. Le immatricolazioni dirette dei privati (ditte e artigiani) e delle aziende rappresentano il 63,67% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha raggiunto una market share del 24,79%. Il breve, invece, occupa una quota del 5,42%. Quest’ultimo è in leggera crescita (+0,69%), così come il NLT (+0,86% di market share). Anche nel comparto degli LCV c’è stata una flessione delle auto-immatricolazioni da parte dei costruttori (-9,17%) e una ancora più cospicua del dealer (-28,07%). Le immatricolazioni ai privati a giugno sono state 2.598 (in flessione del 17,63%), quelle delle aziende 6.028 (-12,89%), quelle del NLT 3.837 (+11,77%), quelle del NBT 979 (+8,42%), quelle delle demo e dei km zero dei concessionari 802, mentre quelle degli OEM 109.

Le alimentazioni – Il 2018 è un anno di cambiamento nelle scelte dei consumatori: il diesel prosegue il trend di discesa, che si accentua di mese in mese. A giugno il regresso è stato del 15,85%, mentre cresce il ricorso alle alimentazioni alternative: ibride, elettriche e metano soprattutto. A giugno il gpl ha invece perso 8,39 punti percentuali (nel cumulato annuo il calo è stato del 4,55%). Nel frattempo le auto a benzina sono cresciute del 3,59%. A giugno sono state immatricolate quasi 20.000 auto diesel in meno e 2.000 a benzina in più. Nel semestre la flessione del diesel è del 5,69% (pari a oltre 41.100 automobili nuove in meno). In crescita le auto a benzina (+2,18%, 8.200 in più). Il gpl è in regresso nel cumulato da gennaio a giugno di circa 3.300 unità. L’elettrico puro vola a giugno raddoppiando le vendite (pari a 513 unità immatricolate). Il saldo da gennaio a giugno indica una crescita dell’83% sul 2017. Le auto ibride hanno avuto un incremento a giugno del 18,9%, e del 23,8% nell’anno (pari a 7.300 unità in più). Da gennaio sono state targate oltre 38.000 ibride, cui vanno aggiunte circa 2.000 ibride plug-in. Le auto a metano vanno a gonfie vele: sono raddoppiate a giugno e nel cumulato la crescita è del 55,67% (sono circa 29.000 veicoli).

I segmenti – Come nei mesi precedenti, sono soltanto i segmenti dei Suv che a giugno migliorano la performance sullo stesso mese del 2017: i segmento B (piccoli: +26,52%) e i segmento C (compatti: +45,86%). A differenza di maggio, i Suv del segmento D-E (medio-grandi)  hanno perso qualche punto percentuale (-4,46%). Il resto del mercato è in flessione. A farne le spese sono soprattutto le utilitarie di segmento B, le compatte di segmento C e le medie e grandi di segmento D-E, che perdono tutte oltre il 20% delle immatricolazioni. Anche le citycar sono in negativo: a giugno il calo è stato del 10,63%.  La diminuzione delle vendite di auto tradizionali (segmento A+B+C+D/E) è stata nel primo semestre di 105.000 unità, mentre la crescita dei Suv è stata di oltre 90.000 nuove targhe.

Ultimi tre giorni – Come sempre, le immatricolazioni dell’ultima ora sono state molte, ma un po’ meno rispetto ai mesi scorsi: il 43,92% del totale delle immatricolazioni è stato realizzato tra il 27 e il 29 di giugno. Complessivamente sono state 83.029 targhe “last minute”. La tabella allegata a questo comunicato, che evidenzia i numeri delle immatricolazioni degli ultimi tre giorni, è costruita secondo lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che con i loro volumi “fanno” l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20%. Nel sesto mese dell’anno il costruttore che ha targato i maggiori volumi negli ultimi tre giorni è stato MINI (60,81% del totale delle immatricolazioni, oltre 6 punti in più rispetto a maggio), seguito da Hyundai (56,86%) e da Lancia (54,42%). Tra i “virtuosi”, invece, Smart (17,62%), Kia (23,76%) e Skoda (25,42%).

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia ha così commentato i dati di giugno: “90.000 Suv in più rispetto al 2017: questo il primo bilancio che possiamo fare del primo semestre 2018. Ma anche oltre 100.000 berline, station wagon e monovolume vendute in meno. Qui in Dataforce stiamo lavorando per capire quanto di questo “travaso” sia dovuto a precise scelte dei consumatori o (anche) al netto cambio di offerta da parte dei costruttori. Per usare parole più chiare, ci sono molti più modelli SUV sul listino del nuovo e molte meno carrozzerie tradizionali di un tempo, chi sia il vero precursore e motore di questo cambiamento resta oggetto di dibattito. Il calo del diesel ha purtroppo preso una brutta china, ogni mese più verticale, cosa che, in mancanza di un concreto intervento governativo per bloccare o modificare le dichiarazioni di alcuni sindaci sul blocco del diesel, avrà come duplice effetto un impoverimento dei consumatori e una peggiore qualità dell’aria. Al termine del primo semestre si affaccia però anche una novità: sembra essersi arrestata la corsa all’immatricolazione delle km zero. A giugno, per la prima volta quest’anno, le auto-immatricolazioni dei dealer hanno segnato il passo (-5,6%). È presto per gioire per un’inversione di tendenza, ma possiamo sicuramente dire che questo stop non potrà che far bene a tutta la rete distributiva”.

Per ulteriori dettagli si invitano i lettori a consultare i dati disponibili nella sezione Dati Statistici.

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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Contatti: Salvatore Saladino
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