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Comunicato Stampa Dataforce: Mercato Auto e Veicoli Commerciali Settembre 2020

Roma, 01.10.20

A settembre il mercato Passenger Cars torna a crescere in maniera consistente, ma non quanto avrebbe potuto se ci fosse stata una clausola di redistribuzione automatica dei fondi disponibili. Oltre 21.000 privati in più hanno cambiato l’auto: questo è l’unico segnale veramente positivo, ma potevano essere molti di più.

 

Con una giornata lavorativa in più rispetto al settembre 2019 (22 contro 21) il mese dopo le ferie estive porta in dote un risultato molto buono grazie agli incentivi: le automobili nuove immatricolate sono state 155.995, 13.517 in più del settembre precedente, con un incremento del 9,49%. I veicoli commerciali leggeri nuovi sono stati 14.968: sono 1.680 in più (+12,64%). Al totale Passenger Cars + Light Commercial Vehicles ufficiali si deve aggiungere il piccolo contributo delle importazioni parallele: 2.313 automobili (-16,29%) e 48 LCV (+71,43%), per un dato complessivo di 173.324 unità (+9,31%).

A livello di canali di distribuzione, gli incentivi hanno incrementato la domanda dei privati (+24,79% con 21.369 auto in più) mentre l’incremento dei noleggi è meno significativo (+3,72% per il lungo termine e +10,1% per il breve termine). In flessione, invece, le immatricolazioni aziendali dirette (-12,36%) e le auto-immatricolazioni di concessionari e Oem (-35,27% e -39,37% rispettivamente). Particolarmente evidente la diminuzione delle targhe delle km zero dei dealer: quasi 7.500 unità in meno.

A tre quarti dell’anno, il cumulato di questo disastroso 2020 caratterizzato dalla pandemia Covid-19 recupera qualche punto sul passivo: con 968.429 nuove automobili entrate in circolazione la flessione scende al 34,13%, ma il calo delle vendite rimane sempre superiore al mezzo milione di unità. È evidente che questo passivo non potrà essere annullato entro la fine dell’anno: il sistema degli incentivi statali, che privilegia auto elettriche e ibride plug-in non permette al comparto automotive di recuperare terreno in maniera efficace. Nei veicoli commerciali leggeri il calo del mercato, pur pesante, è meno evidente: -23,84%. Questo dato rimane, come lo scorso mese, a oltre 30.000 mancate vendite.

 

Roma, 1 ottobre 2020 – Le 15.000 auto nuove in più immatricolate a settembre lasciano un po’ di amaro in bocca agli operatori del mercato dell’auto: se i provvedimenti del Governo giallo-rosso avessero distribuito meglio e con maggiore lungimiranza i fondi resi disponibili, saremmo qui a parlare di vera ripresa. Purtroppo la demagogia impera, e a farne le spese sono sia gli automobilisti sia il sistema produttivo e distributivo del Paese.

È vero che le vendite di auto elettriche e delle ibride sono più che triplicate a settembre, ma le prime hanno raggiunto una misera quota di mercato del 2,62% (poco più di 4.000 unità a settembre, 17.500 nei 9 mesi, con una market share 2020 dell’1,81%), le seconde invece hanno conquistato il 22,37% a settembre, ma la quota annuale è del 14,19%. In numeri assoluti significano quasi 35.000 auto ibride a settembre e oltre 137.000 nel cumulato 2020, mentre diesel e benzina superano ancora le 700.000 unità e a settembre rappresentano ancora 2 vendite su 3.

Il risultato del comparto Passenger Cars a settembre è stato di 155.955 nuove targhe (vendite parallele escluse) contro le 142.478 del settembre 2019. Il settore dei veicoli commerciali leggeri ha immatricolato 14.968 unità rispetto alle 13.288 dello stesso mese dell’anno scorso. Dopo 9 mesi, il mercato dell’auto non raggiunge nemmeno quota 1 milione di targhe (esattamente da gennaio a settembre sono state 968.469), con una contrazione del 34,13%. Nell’ambito degli LCV, il risultato del 2020 è quasi ugualmente pesante: la contrazione è del 23,84%, con un volume di immatricolazioni inferiore alle 100.000 unità (nello stesso periodo dell’anno scorso furono 127.359).

Il rilancio del mercatocommenta Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italiaavrebbe potuto essere più consistente se solo il Governo avesse previsto un sistema di redistribuzione dei fondi sulle diverse fasce. Adesso che non è rimasto nulla nella fascia 91-110, quella che poteva davvero fare la differenza, regna il silenzio. Il potenziale del rinnovo del circolante è ben superiore a quanto previsto dall’Esecutivo che resta l’unico colpevole di questi magri risultati”.

 

Il mercato italiano dell’auto (Passenger Cars) ha chiuso il secondo mese degli incentivi statali all’acquisto con un risultato positivo, ma non sufficiente a risollevare le sorti del comparto automotive. Settembre si è concluso con 155.995 targhe, contro le 142.478 del settembre precedente. Un incremento di 13.517 unità (+9,49%), che è stato determinato da un andamento differenziato tra i vari canali di distribuzione. Il comparto dei privati è stato quello che ha beneficiato della maggiore crescita: +24,79% (in linea con il risultato di agosto), con 107.552 immatricolazioni (21.369 in più), ossia quasi il 69% del totale delle vendite (normalmente la sua market share è compresa tra il 55 e il 60%). Male invece il canale delle immatricolazioni dirette delle aziende: -12,36% (con un decremento di 896 unità), in assenza di una politica incentivante più efficace (più che un contributo all’acquisto, per gli acquirenti business sarebbe auspicabile un ritorno del super-ammortamento e una migliore fiscalità in termini di detraibilità dell’iva e deducibilità dei costi). Il noleggio a lungo termine, nonostante la fiscalità inadeguata, ha rialzato la testa: +3,24%. Anche questo è un risultato che la dice lunga sulla potenzialità inespressa del NLT, se soltanto il Governo adottasse una politica fiscale equiparabile al resto d’Europa. Il long rent ha consegnato 20.655 automobili contro le 19.915 del settembre precedente. Il canale dei noleggi a breve termine è anch’esso in ripresa, dopo le batoste della prima parte dell’anno. Pure in questo caso trattasi di incrementi trascurabili: il +10,1% di settembre significa solamente 593 auto di rent-a-car in più. Per le auto-immatricolazioni, infine, la flessione è stata netta, anche se inferiore agli scorsi mesi: oltre 8.000 automobili targate in meno (7.485 da parte delle reti di vendita dei concessionari, 804 dai costruttori). Il dato del decremento di settembre delle auto-immatricolazioni è del 35,63%, così suddiviso: i dealer hanno fatto segnare una contrazione del 35,27%, i costruttori del 39,37%. A livello annuale, le auto-immatricolazioni sono più che dimezzate: rispetto al 2019 mancano all’appello oltre 100.000 targhe.

Scendendo nel dettaglio dell’analisi sulla performance del noleggio a lungo termine, il +3,72% è la somma di un risultato differenziato tra i due sotto-canali principali: gli operatori captive sono andati molto bene (+17,07%, con 8.532 vetture immatricolate), i Top Player generalisti, invece, sono rimasti un po’ sotto il livello del settembre 2019 (-2,48%), riuscendo a effettuare 11.681 consegne (quasi 300 in meno di settembre 2019).

Il noleggio a lungo termine, dopo 3 trimestri, cumula una perdita del 30,44%, pari a quasi 65.000 automobili consegnate in meno. Il noleggio a breve termine, invece, si mantiene a un livello inferiore del 53,66%, con oltre 83.000 targhe in meno. La flessione dei privati, pur in ripresa ad agosto e a settembre, rimane del 27,51% (pari a oltre 230.000 targhe in meno), quella degli acquisti aziendali diretti è del 30,93% (con un calo che sfiora le 21.000 unità).

Il forecast di Dataforce è stato aggiornato al rialzo, anche se le previsioni restano pessimistiche: prevede infatti una chiusura anno a 1.350.000 auto, circa 570.000 in meno rispetto all’anno precedente. A fine dicembre, secondo la nostra previsione, si dovrebbero raggiungere le 820.000 nuove targhe per i privati (quota di mercato del 60,7%), 65.000 immatricolazioni aziendali (4,8%), 210.000 automobili di noleggio a lungo termine (market share del 15,6%), 95.000 unità al noleggio a breve termine (con una share del 7%), 160.000 le auto-immatricolazioni di concessionarie costruttori (quota di mercato 11,9%). Il calo più significativo di immatricolazioni sarà per i rent-a-car (-46,8%). La contrazione dei privati, nonostante gli incentivi, dovrebbe attestarsi a -25,1%.

A settembre il mercato dei veicoli commerciali ha fatto registrare un discreto incremento, superiore a quello del comparto Passenger Cars, dopo il risultato di “quasi pareggio” di agosto e il piccolo passo in avanti di luglio: +12,64%. Nel mese di chiusura del terzo trimestre 2020 sono stati targati dalle reti ufficiali 14.968 LCV fino a 3,5 t (1.680 in più rispetto a settembre 2019). Le immatricolazioni dirette dei privati (ditte, artigiani e professionisti) e delle aziende rappresentano quest’anno il 64% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha superato una market share del 25%. Il breve, invece, occupa una quota residuale del 6%, così come le auto-immatricolazioni (poco più del 4%). Anche nell’ambito degli LCV la quota delle auto-immatricolazioni si è quasi dimezzata. Ditte individuali, artigiani e professionisti (ovvero il canale del cosiddetto “small business”) a settembre hanno fatto registrare il segno più, con un incremento del 16,01%. In positivo il canale delle aziende che acquistano direttamente: +17,88%. Bene i noleggi a lungo termine: +20,06%, male invece i rent-a-car (-10,41%). Andamento differenziato (ma in negativo) anche per le auto-immatricolazioni: -16,46 per i dealer e -79,73% per gli OEM.

In virtù del risultato positivo di settembre, il forecast di Dataforce è stato corretto al rialzo. Prevede per quest’anno una chiusura a 145.000 LCV immatricolati, con una flessione rispetto al 2019 del 19,1%. Delle auto-immatricolazioni le perdite maggiori: -40,1%. Per gli altri canali, passivi comunque pesanti.

 

Le marche – Nella graduatoria delle marche più vendute, Fiat rimane in testa anche a settembre, e riesce a far segnare un risultato positivo, superiore alla media del mercato: ha immatricolato nel mese 23.124 vetture a fronte delle 19.443 del settembre precedente (+18,93%). Al secondo rimane saldamente Volkswagen, che non riesca a stare al passo dello scorso anno: -3,85%%, ossia 545 unità in meno. Al terzo posto torna Renault (+72,24%), seguita da Ford (+11,97%), Toyota (-14,89%), Peugeot (+2,97%), Dacia (+62,22%), Jeep (+19,88%), Citroen (+1,19%) e Mercedes (+5,98%). Da segnalare l’eccellente performance di Suzuki che per la prima volta sfiora la Top Ten, raddoppiando le immatricolazioni rispetto al settembre precedente con quasi 5.000 targhe.

I modelli – La classifica dei modelli preferiti dagli acquirenti a settembre vede la Fiat Panda sempre leader di mercato, con un incremento eccezionale grazie alla versione mild-hybrid. Sono stati targati 13.697 esemplari rispetto ai 9.138 del settembre 2019 (+49,89%). La Panda primeggia tra i privati, nelle vendite business, tra i noleggiatori a breve termine e nelle auto-immatricolazioni dei concessionari, mentre è il secondo modello preferito dai clienti di noleggio a lungo termine. Al secondo posto la Lancia Ypsilon (+20,89%). Terza è la Renault Clio, seguita dalla Toyota Yaris e dalla Jeep Renegade.

Le alimentazioni – Nel nono mese del 2020 l’emorragia di vendite di auto diesel si è quasi arrestata: -3,37%, mentre le immatricolazioni di auto a benzina sono calate del 19,18% (ma a livello annuale le preferenze sono calate quasi del 40%) Ovviamente esponenziale la crescita delle immatricolazioni di auto elettriche e di ibride, rispettivamente + 223,95% e +213,6%. Queste ultime stanno raggiungendo volumi importanti: a settembre quasi 35.000 unità. Una quota che si avvicina molto rispetto sia al benzina sia al diesel, che a settembre hanno targato circa 50.000 unità ciascuna. Stabili le auto a metano (-0,4%), bene le gpl (+7,96%). Tra le ibride, la parte del leone la fanno ormai le mild-hybrid: 20.000 unità a settembre (soltanto 1.470 a settembre 2019). Le ibride plug-in, ossia le più ecologiche (e più incentivate), nel mese sono state circa 3.000.

Le emissioni di CO2L’effetto degli incentivi varati ad agosto continua a farsi sentire: la fascia da 0 a 20 g/km di CO2 (prevalentemente auto elettriche) è cresciuta del 223%, quella tra i 21 e i 60 g/km (ibride plug-in) ha moltiplicato le vendite per 4, nella fascia da 61 a 90 g/km le immatricolazioni sono più che triplicate. Importante crescita anche per l’ultima fascia incentivata, quella di livello emissioni comprese tra 91 e 110 g/km: vendite quasi raddoppiate. Le auto con livello di emissioni superiore ai 110 g/km (quelle non incentivate e, sopra i 160 g/km, penalizzate dal “malus” all’atto dell’immatricolazione) sono calate quasi del 40%. Il risultato è la contrazione delle vendite di questo segmento di emissioni di oltre 38.000 unità, mentre le vendite con incentivo sono state circa 50.000.

Ultimi tre giorni – La corsa all’immatricolazione negli ultimi tre giorni feriali a settembre è stata meno vigorosa che in passato mentre i volumi di km zero sono stati decisamente bassi. Le targhe “last minute” assegnate nei giorni 28, 29 e 30 settembre sono state 53.632, pari al 34,38% delle immatricolazioni del mese, una quota di 14 punti inferiore a quella di agosto. La tabella allegata a questo comunicato, che evidenzia i numeri delle immatricolazioni degli ultimi tre giorni, è costruita secondo lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che con i loro volumi “fanno” l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20%. A settembre molti costruttori si sono avvicinati al 50% di targatura negli ultimi 3 giorni, il marchio che ha immatricolato la maggior quota percentuale di veicoli è stato Jeep, che ha targato il 54,31% delle sue vetture. Al secondo posto Opel (52,07%). Terza è BMW (48,97%), seguita da Toyota (43,53%) e Citroen (42,85%). Tra i meno attivi negli ultimi 3 giorni, Kia (10,35%), Suzuki (15,21%), Dacia (22,07%), Renault (24,8%) e Ford (29,81%).

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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