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Comunicato Stampa Dataforce: Mercato Autovetture e Veicoli Commerciali Dicembre 2025

Roma, 02.01.26

Roma, 2 gennaio 2026

Chiusura col botto per il 2025? Il mese di dicembre, a parità di giornate lavorative col 2024, si è concluso con un ritorno all’attivo, seppur modesto, del +2,2%. Più che un botto, dunque, è stato un mortaretto: quello delle auto elettriche e delle plug-in hybrid che nell’ultimo mese dell’anno hanno fatto segnare rispettivamente +107% e +163%. Le BEV in particolare, con 12.000 nuove targhe, hanno registrato un altro risultato brillante, dopo le 15.000 immatricolazioni di novembre, permettendo di sfiorare le 95.000 immatricolazioni annuali, con una quota di mercato finale del 6,38% (a dicembre la market share è stata dell’11,1%). L’impennata bimestrale delle elettriche è dovuta, ovviamente, alle consegne delle auto acquistate con gli ecobonus di ottobre, esauriti nel click day. Per le PHEV, che a dicembre hanno sfiorato le 10.000 nuove targhe (9% di quota), si è trattato invece di una crescita più progressiva lungo tutta la seconda parte dell’anno, agevolata dalla più vantaggiosa fiscalità del fringe benefit per le flotte aziendali. Alla fine, il risultato delle plug-in hybrid è quasi uguale a quello delle elettriche pure: circa 98.000 immatricolazioni nei 12 mesi, con una quota di mercato perfettamente identica: 6,38%.

L’analisi dei dati di dicembre non presenta altre sostanziali novità: il canale dei privati è rimasto ancora in rosso (-3,5%, cioè 2.200 immatricolazioni in meno), stabili le vendite dirette alle aziende (+1%), su volumi pressoché identici le auto-immatricolazioni, bene il noleggio a lungo termine (+11,6%, cioè quasi 2.500 targhe supplementari), benissimo il noleggio a breve termine (+62%). Insomma, ancora una volta il mercato dell’auto è mantenuto a galla dalle km zero (nel 2025 al 12% di quota), dai noleggi (10.000 targhe in più per i rent-a-car e 36.000 dal long rent) e, in piccola parte, dai generosi incentivi BEV (29.000 auto elettriche in più nel 2025 sul 2024). Niente, insomma, che possa chiamarsi ripresa del mercato.

Sul versante dei Light Commercial Vehicles, la situazione non migliora affatto: al -3% a novembre è seguito il -5,3% di dicembre, con un volume complessivo di immatricolazioni che non raggiunge le 14.000 unità. Il dato cumulativo negativo del 2025 si mantiene attorno al -5%, con un numero di targhe mancanti che si avvicina alle 9.500 unità: da gennaio a dicembre sono stati targati 179.000 LCV. A finire in rosso a dicembre sono stati tutti i canali, tranne le auto-immatricolazioni, che sono invece cresciute del 70%. Il passivo peggiore è stato quello del noleggio a lungo termine (-23,9%), seguito dal breve termine (-25,6%), dalle microimprese (ovvero ditte, artigiani e professionisti) -13,6%, e quello delle immatricolazioni aziendali delle imprese che acquistano direttamente (-3,1%).

A livello di alimentazioni, nel mese di dicembre le tipologie che danno segnali di crescita tra le Passenger Cars, oltre alle già citate BEV (+107%) e plug-in hybrid (+163%), sono le full hybrid (+7,5%), le mild hybrid a benzina (+9,7%) e le mild hybrid diesel (+7,7%). Sempre meno le benzina senza “l’aiutino” (-30,2%), le diesel (-28,9%) e, in misura più contenuta, le gpl (-4,1%). In ambito veicoli commerciali leggeri, il diesel rimane preponderante, con una quota di mercato che supera il 78%, ma il calo delle immatricolazioni di dicembre sfiora il 10%.

Riguardo ai debiti CO2 maturati sulla base delle effettive immatricolazioni per canale, per tipologia di alimentazione e per marca, gli OEM del mercato Italia (Passenger Cars) hanno accumulato, giunti ormai alla fine del 2025, sanzioni nei confronti dell’UE per quasi 3 miliardi di euro, mentre il livello medio delle emissioni di CO2, nonostante il gran numero di auto elettriche targate a novembre e dicembre, si attesta sempre a 114 g/km, a fronte di un ancora lontanissimo target medio di 93,6 g/km. Il mercato dei veicoli commerciali leggeri, invece, ha maturato 444 milioni di euro di sanzioni da gennaio a dicembre, con un livello medio di emissioni ferme anche in questo caso a 180 g/km, pari a 26 grammi in più rispetto al target che per quest’anno è di 153,9.

Cosa ci attende per il 2026? La prima release del forecast di Dataforce per l’anno nuovo ipotizza un mercato dell’auto da 1.612.000 unità per le Passenger Cars, con un incremento che potrebbe attestarsi attorno al 5%. Similare la “ripresina” degli LCV: 188.700 unità, con una crescita del 5,4%. 

NOTA METODOLOGICA: a partire da quest’anno Dataforce presenta i dati delle nuove immatricolazioni comprensivi delle importazioni senza targa, ovvero quei telai completi dei documenti omologativi emessi all’estero che vengono importati e targati per la prima volta in Italia.

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“Non condivido affatto i toni trionfalistici di buona parte della stampa specializzata sull’ammorbidimento del divieto di vendita di auto con motore termico deciso dall’Unione Europea”, commenta Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia. “Tuttalpiù è un ridicolo annuncio di gattopardesca memoria, cambiamo tutto per non cambiare nulla o, per dirla alla maniera di Amici Miei, una vera supercazzola, una presa in giro clamorosa. Quella che molti spacciano per la rivincita (o la rinascita) dei motori a benzina o diesel, non cambierà nulla del Green Deal. Lo ripeto fino allo sfinimento: vanno eliminate le multe, vanno abbandonati gli incentivi, va cancellato il Green Deal. Bisogna ascoltare il mercato e produrre ciò che il mercato realmente chiede. È evidente che politica, vertici aziendali e azionisti abbiano tratto vantaggio da questa strategia; non si può dire lo stesso del 99,9% degli europei. Mancano due Commissioni da qui al 2035: vedremo fino a che punto vorremo continuare a essere autolesionisti”.

MERCATO VETTURE

A dicembre sono state targate 108.688 automobili nuove (2.342 in più rispetto allo stesso mese del 2024), con un saldo pari a +2,2%. A sostenere il mercato sono stati ancora una volta il canale del noleggio a breve termine (+62%, con 1.555 targhe aggiuntive), quello del noleggio a lungo termine (+11,64%, con 2.411 immatricolazioni aggiuntive) e il canale delle auto-immatricolazioni (+4,61%, con 561 targhe in più). Nell’ultimo mese dell’anno gli acquisti diretti aziendali si sono mantenuti vicini al livello di dicembre 2024 (+1%, con 71 immatricolazioni supplementari). Come spesso quest’anno, il canale principale del mercato, quello dei privati, continua a subire un’emorragia: -3,53%. Questo canale ha infatti targato 61.677 unità, 2.256 in meno dello stesso mese dell’anno scorso. Nel long rent le immatricolazioni degli operatori generalisti Top hanno ripreso a crescere in maniera evidente (+36,36%) mentre i player Captive hanno fatto segnare un arretramento dell’11,2%, segno evidente che la spinta della prima parte dell’anno si è esaurita.

Con i risultati di dicembre, la quota di mercato dei privati si attesta al 54,1% nel cumulato annuo (4,3 punti in meno dell’anno scorso). Il noleggio è al 28,3% di market share (22,6% dal NLT, 5,7% dal NBT) su base annua. Il dato finale delle immatricolazioni Passenger Cars 2025 è di 1.536.045 unità, 33.270 in meno del 2024, pari a un calo del 2,12%.

L’analisi delle emissioni medie indica che le immatricolazioni dei 12 mesi si sono posizionate a 114 g/km di CO2, il che porterebbe a un livello di sanzioni Cafe complessive di 2 miliardi e 977 milioni di euro, di cui ben 1.691 milioni attribuibili agli acquisti dei privati, che scendono a un livello di CO2 di 115 g/km, quindi sempre superiore, ma di poco, alla media complessiva del mercato. Nettamente più alte (e stabili) le emissioni del canale società: 131 g/km (per 301 milioni di euro di multe). Il comparto più virtuoso è invece il noleggio a lungo termine, che continua a piazzarsi su un livello abbastanza basso: 107 g/km di CO2, con un progressivo di sanzioni che rimane però allarmante (442 milioni). Alta la media, in discesa, per i rent-a-car: 116 g/km per multe pari a 186 milioni di euro. Le auto-immatricolazioni, infine, “contribuiscono” per altri 306 milioni di euro, con un livello medio di emissioni abbastanza virtuoso: 111 g/km (per la presenza di numerose BEV-PHEV immatricolate come demo e km zero).

MERCATO VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI

In ambito LCV, il mercato a dicembre è ancora in flessione: -5,29%, e dunque nel cumulato annuo finale è rimasto col segno meno. Da gennaio a dicembre, infatti, le immatricolazioni sono scese del 5,03%. Il settore dei veicoli commerciali leggeri ha targato 13.862 unità a dicembre, 775 in meno rispetto allo stesso mese del 2024. I canali della distribuzione rimasti in rosso sono stati quattro: quello dei “privati” (le micro-imprese, le ditte individuali, gli artigiani e i professionisti: -13,63%), le immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente (-3,07%), il noleggio a lungo termine (-23,89%), il noleggio a breve termine (-25,61%). Invece le auto-immatricolazioni sono cresciute parecchio: +70,49%, contribuendo ad attenuare il passivo. Il dato finale del comparto LCV è di 179.079 immatricolazioni 2025, 9.480 in meno del 2024.

L’analisi delle emissioni medie indica da gennaio a dicembre 180 g/km di CO2, con le ditte, gli artigiani e i professionisti attestati a 188 g/km e le intestazioni dirette delle Società appena sopra, a 191 g/km. (entrambi i canali sono in flessione rispetto al mese scorso). Ancora più ampio lo sforamento dei noleggi a breve termine che hanno fatto registrare una quota media di 204 g/km (stabile). Più virtuosi, invece, i noleggi a lungo termine, che si sono posizionati a 168 g/km, accumulando comunque sanzioni Cafe teoriche per 84 milioni di euro, su un totale per gli LCV nei 12 mesi di 444 milioni, ben oltre la metà dei quali ascrivibili agli acquisti delle società (261 milioni di euro).

FORECAST 2026

Dataforce ha elaborato una previsione per il mercato dell’auto del 2026. La stima prevede un incremento delle immatricolazioni attorno al 5% per il comparto Passenger Cars (esattamente del +4,94%), con una stima delle nuove targhe che dovrebbe attestarsi a 1.612.000 unità, quasi 76.000 in più rispetto al 2025. L’incremento maggiore (in termini di volumi) dovrebbe essere quello del canale dei privati: +7%, con oltre 58.000 targhe aggiuntive, potrebbe raggiungere 890.000 immatricolazioni. Stabili le vendite dirette aziendali (+0,48%) a quota 85.000 unità, in leggera crescita il noleggio a lungo termine (+1,6%), quasi 5.000 targhe in più. Vistoso (+10,9%) il balzo in avanti percentuale del noleggio a breve termine, che dovrebbe portare a 13.000 targhe aggiuntive (raggiungendo 133.000 unità) e pressoché stabili le auto-immatricolazioni, appena sotto quota 200.000. L’ottimismo di Dataforce per questa “ripresina” è dovuto all’osservazione della realtà del mercato attuale: i listini si stanno aggiornando con moltissimi modelli di nuova generazione, alcuni proposti a prezzi ben più competitivi e anche i brand cinesi sembrano essere definitivamente sdoganati per una larga schiera di consumatori, attirati dalle politiche commerciali di prezzo molto aggressivo e da contenuti prodotto in alcuni casi anche superiori a quelli dei marchi europei.

Sul versante delle alimentazioni, Dataforce ipotizza una crescita sostenuta delle immatricolazioni di auto elettriche: +31,6%, che dalle circa 95.000 unità del 2025 dovrebbero raggiungere le 125.000. Più blanda la crescita delle plug-in hybrid: +10,2% e ancora più contenuto l’incremento delle full hybrid (+6,7%). Stabili le auto a gpl, incremento attorno al 3% per le benzina e modesta flessione per le diesel (-1,3%).

In ambito Light Commercial Vehicles, Dataforce ipotizza una crescita del mercato similare a quella delle Passenger Cars: +5,4%, con un incremento delle immatricolazioni dalle 179.000 unità del 2025 alle 188.700 del 2026. Tutti i canali della distribuzione dovrebbero crescere nei volumi: +10,9% per i “privati”, +6% gli acquisti delle Società, +3,2% il noleggio a lungo termine, +11,3% lo short rent. Quasi stabile, infine, il mercato delle auto-immatricolazioni: +1%.

Se il mercato è visto in moderata crescita, sul versante delle multe sulle emissioni la previsione di Dataforce non è affatto positiva. Il passaggio verso alimentazioni più ecologiche sarà ancora troppo lento per ridurre l’impatto delle sanzioni, che anzi dovrebbero crescere ulteriormente: dai quasi 3 miliardi accumulati nel 2025 si dovrebbero aggiungere altri 3,124 miliardi per le Passenger Cars e i 468 milioni per il comparto LCV (444 milioni nel 2025).

IL MERCATO PER MARCA

Se a dicembre 2024 Fiat appariva in caduta libera, scivolando addirittura al quinto posto tra i marchi più venduti, a dicembre 2025 ha fatto segnare un confortante +46,7% nelle immatricolazioni, recuperando il primato e chiudendo l’anno con un volume di immatricolazioni pressoché identico a quello dell’anno precedente. Per Toyota e Volkswagen, le più dirette inseguitrici di Fiat, è stato impossibile replicare i volumi del 2024: il colosso giapponese ha perso circa 4 punti, pur conquistando la seconda piazza, e la Casa di Wolfsburg è scesa al terzo posto con una flessione del 17,5%. Al quarto posto della graduatoria di dicembre si è piazzata la sempre più sorprendente BMW (+15,5%), che ha superato Renault (-17,4%) e Audi (protagonista con un eccellente +52,4%). Nelle posizioni seguenti Mercedes (-8,7%), Dacia (che è scivolata nelle retrovie con il -30,7% di dicembre), Peugeot (anch’essa a -30%). Il decimo posto nell’ultimo mese del 2025 è stato conquistato da BYD, che ha scalzato MG dal primato tra i costruttori cinesi.

A livello di multe per le emissioni di CO2, Fiat, che ha un obiettivo di 99,2 g/km, ha raggiunto una media nelle vendite dei 12 mesi di 117 g/km, e dunque ha accumulato 251 milioni di sanzioni teoriche. Molto simili le sanzioni che dovrebbe pagare Volkswagen (238 milioni di euro, avendo un obiettivo di 95,7 g/km ma avendo raggiunto da gennaio a dicembre 118 g/km). Ancora più difficile il caso di Audi, che ha un obiettivo di 91,9 g/km ma raggiunge i 135 g/km come risultato effettivo e quindi rimane davanti a tutti nella classifica delle multe teoriche più elevate: ben 282 milioni di euro. Ben più virtuosa Toyota che, con un obiettivo di 96,7 g/km, si è attestata a 96 g/km ed è quindi in credito di 8 milioni.  Ma chi fa meglio di tutti è BYD, che “guadagna” 181 milioni, davanti a Tesla (+114 milioni) e Leapmotor (+70 milioni).

Nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri, Fiat a dicembre è sempre al primo posto, con una crescita del 13,13% (il mercato scende del 5,29%). Ford è seconda (+23,8%). Terza si conferma Renault (-11,2%), che rimane sempre davanti a Iveco (-13,3%). A seguire, Toyota, Peugeot, Mercedes, Piaggio, Volkswagen e Citroen.

Nella tabella seguente diamo evidenza anche della situazione per Gruppi. Stellantis targa a dicembre 1.105 auto in più (+4,4%) e la quota di mercato si attesta attorno al 24%. Il Gruppo Volkswagen cala dell’1,2% e ottiene buoni risultati soprattutto con Audi, Cupra, Porsche e Seat. Il Gruppo Renault abbassa le immatricolazioni a dicembre del 23,8%. Il Gruppo Toyota, quarto in classifica nel dodicesimo mese dell’anno, cala del 4,7% rispetto allo scorso anno.

ALIMENTAZIONI

Nella tabella esposta nella sezione “DATI STATISTICI” al fondo di questo comunicato stampa, diamo evidenza anche della situazione per Gruppi. Stellantis targa a dicembre 1.105 auto in più (+4,4%) e la quota di mercato si attesta attorno al 24%. Il Gruppo Volkswagen cala dell’1,2% e ottiene buoni risultati soprattutto con Audi, Cupra, Porsche e Seat. Il Gruppo Renault abbassa le immatricolazioni a dicembre del 23,8%. il Gruppo Toyota, quarto in classifica nel dodicesimo mese dell’anno, cala del 4,7% rispetto allo scorso anno.

Tra i veicoli commerciali leggeri, a dicembre i mezzi a gasolio sono calati un po’, rimanendo comunque attorno a quota 78%. In accelerazione le immatricolazioni di veicoli commerciali elettrici (+57%) con volumi sempre minimali: 647 immatricolazioni rispetto alle 412 del dicembre precedente. Per il momento, la quota degli LCV a batteria si avvicina al 5% su base annua. Sempre su volumi modesti i mezzi da lavoro ibridi: full hybrid e plug-in hybrid superano appena il 3% di quota di mercato su base annua.

TOP 5 MARCHE E MODELLI PER ALIMENTAZIONE

I modelli più apprezzati tra quelli a benzina (comprese le mild hybrid) sono Fiat Panda (+39,2%), Jeep Avenger (stabile), Citroen C3 (-35,3%), Volkswagen T-Roc (+4,8%) e T-Cross (-30,8%). Tra le diesel (anche MHEV), la Top 5 vede BMW X1, Mercedes GLC, Volkswagen Tiguan, Volkswagen T-Roc  e Mercedes GLA. Tra le full hybrid, Toyota è leader con Yaris Cross, Yaris e Aygo X, quarta MG ZS e quinta Toyota C-HR. In ambito plug-in hybrid, è sempre la BYD Seal U a issarsi sul gradino più alto del podio. Seguono Toyota C-HR, Volkswagen Tiguan, Jaecoo 7 e Volkswagen Golf. Tra le elettriche pure, le prime 5 posizioni vanno a Leapmotor T03, Tesla Model 3, BYD Dolphin Surf, Tesla Model Y e Ford Puma Gen-E. Nella graduatoria delle auto a gas, ovviamente solo modelli a gpl: Dacia Sandero, Renault Captur, Renault Clio, Hyundai i20 e Dacia Duster.

Nei veicoli commerciali, sui dati di dicembre, i modelli più venduti sono sempre i diesel: Fiat Doblò, Fiat Ducato e Iveco Daily.

CHANNEL MIX 2025

Nel settore delle vendite a clienti privati, che è il canale a migliore marginalità per gli Oem, leader di mercato nei volumi nell’ultimo mese del 2025 è Dacia che ha consegnato 4.029 Passenger Cars ai privati e che in questo canale ha una quota del 89,6%. Però Leapmotor vanta una quota ai privati ancora maggiore: addirittura il 98,8% di vendite ai privati, con Suzuki molto vicina: 93,4%. La media della quota di mercato di questo canale a dicembre è del 56,7%.

Nell’ambito degli acquisti aziendali diretti, la quota più significativa del mix di dicembre 2025 è sempre quella di Mercedes, che è del 21,6%, a fronte di una media di mercato per questo canale del 6,5%. Il comparto delle flotte in proprietà è strategico anche per le politiche commerciali di BMW (14,7%), Mini (11%), Peugeot e Audi (10,2%).

Nel noleggio a lungo termine, i brand che ricorrono in maniera significativa a questo canale sono Cupra (57,3%), Alfa Romeo (44,1%), BMW (43,8%), Audi (41%) e Mini (34,3%). La media del mercato del noleggio a lungo termine a dicembre è del 21,3%.

Il noleggio a breve termine è utilizzato in maniera elevata da BYD (34,5%) e abbastanza da MG (17,2%). Nell’ultimo mese dell’anno la media di quota del canale è sempre molto bassa: appena il 3,7%.

Interessante anche la graduatoria dei costruttori che ricorrono alle auto-immatricolazioni in modo evidente. Al primo posto di dicembre c’è Hyundai (37%), seguita da Citroen (30,4%) e Opel (24,5%). La market share delle auto-immatricolazioni (demo e km zero) a dicembre si mantiene abbastanza alta: 11,7%.

ULTIMI 3 GIORNI PER TOP20 PC e TOP 10 LCV (0-3,5t)

La corsa all’immatricolazione negli ultimi tre giorni feriali di dicembre (29-30-31) è stata piuttosto bassa: il 24,4% sul totale, appena superiore a quella di novembre. A dicembre i brand che hanno fatto più ricorso alle targhe “last minute” sono stati BYD (55,2%), Hyundai (53,9%), MG (45%). I costruttori meno attivi, invece, sono stati Tesla (1,9%), Dacia (4,8%) e Audi (12,6%).

I veicoli commerciali leggeri targati negli ultimi 3 giorni di dicembre sono stati il 21,3% del mercato totale, una quota quasi in linea con quella delle Passenger Cars. Più attive nelle targhe di fine mese sono state Peugeot (37,2%), Fiat (33,2%) e Citroen (29,9%).

ANALISI DELLO STOCK IN GIACENZA

L’analisi sullo stock di auto targate tra il 2023, il 2024 e il 2025 (oltre 527.000 unità, di cui quasi 330.000 sono a benzina, 77.000 diesel e 28.000 BEV), vede il 23% (cioè circa 121.000 unità) ancora in attesa di un cliente, con una flessione dello stock di oltre un punto in un solo mese. Entrando nel dettaglio della tipologia di alimentazione di queste auto-immatricolazioni, quasi la metà delle plug-in hybrid (esattamente il 45,3%, in flessione di più di 2 punti) sono ancora in stock, mentre delle BEV già targate il 46% risulta ancora a terra, con lo stock che si sta riducendo, anche per le auto elettriche, sempre più velocemente.

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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