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Comunicato Stampa Dataforce: Mercato Autovetture e Veicoli Commerciali Gennaio 2026

Roma, 02.02.26

Roma, 2 febbraio 2026

Anno nuovo ma la tendenza non cambia: il 2026 è iniziato come era finito il 2025. Un mercato dell’auto in (apparente) leggera crescita, più accentuata rispetto a dicembre (+6,35% contro il +2,2% dell’ultimo mese dell’anno) per le Passenger Cars e un comparto dei Light Commercial Vehicles sempre alle prese con la crisi (-7,1% a gennaio, -5,3% a dicembre scorso). Male, come al solito, il canale dei privati (-3,7%), con una quota di mercato che scende di 6 punti rispetto al gennaio precedente. Meglio il breve termine, che triplica le immatricolazioni (quest’anno ha anticipato l’inflottamento), rispetto al lungo termine che fa segnare +2,9%, cui si aggiunge una forte accelerazione delle auto-immatricolazioni (+29%). Sul fronte delle alimentazioni, a gonfie vele le ibride “vere” (+132% le plug-in hybrid, +35% le full hybrid), balzo in avanti delle elettriche pure (+42%) che però rimangono ancorate a una quota ancora troppo bassa (6,6% di market share), stabili le benzina, ennesimo calo per le diesel (-15%) e, novità di gennaio, flessione sensibile per le auto a gpl (-33%). Sul versante dei brand, molto bene Fiat, che cresce del 20% nelle immatricolazioni, finalmente anche grazie al contributo di Grande Panda, che inizia ad accelerare le consegne e con 3.300 unità si piazza al quarto posto dei modelli più venduti, e con la Pandina che si mantiene al vertice assoluto confermando i numeri di gennaio 2025. Negativo il mese di Dacia, che cala del 41% nelle immatricolazioni (nel gennaio precedente però aveva raggiunto eccezionalmente la seconda posizione tra le marche Top 10).

L’analisi dei dati del primo mese dell’anno non presenta altre sostanziali indicazioni, se non una certa stabilità del canale delle vendite dirette alle aziende (-1%). Il saldo positivo del comparto Passenger Cars ha già accumulato, in un solo mese, 8.500 targhe in più, quasi tutte ascrivibili ai rent-a-car, mentre la perdita di oltre 3.000 unità del canale dei privati è compensata dalle altrettante auto-immatricolazioni.

Sul versante dei Light Commercial Vehicles, la situazione non migliora affatto, anzi sembra avviata a un peggioramento: al -3% a novembre è seguito il -5,3% di dicembre e il -7% di gennaio. A finire in rosso a inizio 2026 sono stati tutti i canali, tranne (come spesso è accaduto anche nel 2025) le auto-immatricolazioni, che sono invece cresciute dell’89%. Il passivo peggiore è stato quello del noleggio: -44% per il breve termine e 19% per il lungo termine.

Riguardo ai debiti CO2 maturati sulla base delle effettive immatricolazioni per canale, alimentazione e marca, gli OEM del mercato Italia (Passenger Cars) hanno accumulato, nel solo mese di gennaio, sanzioni nei confronti dell’UE per 278 milioni di euro, mentre il livello medio delle emissioni di CO2, nonostante il buon numero di auto elettriche e ibride plug-in targate (in totale oltre 21.000 su poco più di 143.000), si attesta sempre a 114 g/km, a fronte di un ancora lontanissimo target medio di 93,6 g/km. Il mercato dei veicoli commerciali leggeri, invece, ha maturato 33 milioni di euro di sanzioni, con un livello medio di emissioni sempre ferme a 180 g/km, pari a 26 grammi in più rispetto al target che per quest’anno è ancora di 153,9 g/km.

Cosa ci attende per il 2026? Per il momento Dataforce conferma la previsione per l’anno nuovo di un mercato dell’auto da 1.612.000 unità per le Passenger Cars, con un incremento che potrebbe attestarsi attorno al 5%. Similare la “ripresina” degli LCV: 188.700 unità, con una crescita del 5,4%.

NOTA METODOLOGICA: a partire da quest’anno Dataforce presenta i dati delle nuove immatricolazioni comprensivi delle importazioni senza targa, ovvero quei telai completi dei documenti omologativi emessi all’estero che vengono importati e targati per la prima volta in Italia.

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“Il 2026 parte come si era chiuso il 2025: in decisa sofferenza” commenta Laura Gobbini, Project Management Data Analyst di Dataforce Italia. “L’apparente crescita del mercato delle autovetture, il +6,35% decretato dai conteggi, in realtà cela una realtà ben più amara: considerando solo i numeri dei privati, degli acquisti diretti delle società e del noleggio di lungo termine, il responso di gennaio è un -2% rispetto allo scorso anno; i quasi 8 punti algebrici di crescita che portano il totale del mercato al +6,35% che leggiamo tutti, sono sostenuti dal noleggio di breve termine, che quest’anno ha una stagionalità molto anticipata su gennaio a causa dei giochi olimpici, e dalle solite auto-immatricolazioni. Sul versante dei veicoli commerciali leggeri la situazione non cambia: nonostante noleggio di breve e auto-immatricolazioni siano canali notoriamente non molto impattanti sul mercato degli LCV, il loro contributo serve a contenere (si fa per dire…) la perdita di volumi al -7% dal potenziale -12% se solo si considerasse la performance mensile di microimprese, società e noleggio di lungo termine. Forse bisognerebbe davvero iniziare ad analizzare lo stato di salute del mercato e dei suoi attori guardando solo a quei tre canali”.

MERCATO VETTURE E VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI

A gennaio sono state targate 143.207 automobili nuove (8.551 in più rispetto allo stesso mese del 2025), con un saldo pari a +6,35%. A sostenere il mercato sono stati ancora una volta il canale del noleggio a breve termine (+182,49%, con 7.721 targhe aggiuntive), quello del noleggio a lungo termine (in crescita modesta, +2,87%, con appena 767 immatricolazioni aggiuntive) e il canale delle auto-immatricolazioni (in forte accelerazione, +29,04%, con 3.319 targhe in più). Nel primo mese dell’anno gli acquisti diretti aziendali si sono mantenuti vicini al livello di gennaio 2025 (-1,38%, con 95 immatricolazioni mancanti). Come spesso accaduto l’anno scorso, il canale principale del mercato, quello dei privati, ha continuato a calare: -3,7%. Questo canale ha infatti targato 82.199 unità, 3.161 in meno dello stesso mese dell’anno scorso. Nel long rent le immatricolazioni degli operatori generalisti Top hanno ripreso a crescere in maniera sostanziale (+11,28%) mentre i player Captive hanno fatto segnare un arretramento dell’8,25%.

A gennaio, la quota di mercato dei privati si attesta al 57,4% (6 punti in meno dell’anno scorso). Il noleggio è al 27,6% di market share (19,2% dal NLT, 8,4% dal NBT). Le auto-immatricolazioni tornano sopra quota 10% di market share.

In ambito LCV, il mercato a gennaio è ancora una volta in flessione: -7,09%. Il settore dei veicoli commerciali leggeri ha targato 13.224 unità nel primo mese del 2026, 1.009 in meno rispetto allo stesso mese del 2025. I canali della distribuzione rimasti in rosso sono stati quattro: quello dei “privati” (le micro-imprese, le ditte individuali, gli artigiani e i professionisti: -13,66%), le immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente (-7,13%), il noleggio a lungo termine (-18,82%), il noleggio a breve termine (-44,39%). Invece le auto-immatricolazioni sono cresciute vigorosamente: +88,82%, contribuendo ad attenuare il passivo.

IL MERCATO PER GRUPPI

Stellantis targa a gennaio 4.790 auto in più (+11,32%) e la quota di mercato si attesta attorno al 33%. In positivo tutti i marchi tranne Abarth, Alfa Romeo, Maserati e, seppur di poco, Peugeot. Il Gruppo Volkswagen cresce del 4,01% e ottiene buoni risultati soprattutto con Audi, Cupra e Skoda. Il Gruppo Renault abbassa le immatricolazioni a gennaio del 24,45%. il Gruppo Toyota, quarto in classifica nel primo mese dell’anno, rimane sostanzialmente sugli stessi livelli del 2025.

IL MERCATO PER MARCA

Fiat appare in recupero a gennaio 2026: ha fatto segnare un confortante +20,06% nelle immatricolazioni, mantenendo il primato e iniziando l’anno con un volume di immatricolazioni molto vicino alle 20.000 unità. Quasi il doppio rispetto alla marca seconda in classifica, Toyota, che si mantiene sugli stessi livelli di immatricolazioni del gennaio precedente (appena 21 targhe in più). Un po’ distaccata Volkswagen, a quota 8.805 nuove targhe, ma sempre in crescita (+2,99%). Al quarto posto della graduatoria di gennaio è risalita Peugeot (-1,82%), che precede Audi (+2,73%) e Dacia che, dopo l’eccezionale dicembre (+52,4%), ha ridimensionato le immatricolazioni del 40,72%. Nelle posizioni seguenti Renault (+5,58%), BMW (+0,39%), Jeep (+4,91%). Il decimo posto nel primo mese del 2026 è stato conquistato da Citroen (+1,92%). Nelle posizioni di rincalzo, bene Mercedes (undicesima con +29,52%), BYD, che ormai ha superato le 3.500 unità/mese, Omoda, che ormai si avvicina alle 2.000 immatricolazioni mensili, Cupra (+51,77%). Benino Lancia (+15,73%) che torna a superare le 1.000unità/mese, ma viene superata da Leapmotor.A livello di multe per le emissioni di CO2, Fiat, che ha un obiettivo di 99,1 g/km, ha raggiunto una media nelle vendite di 117 g/km, e dunque ha accumulato già 33 milioni di sanzioni teoriche. Molto simili le sanzioni che dovrebbe pagare Audi (28 milioni di euro, avendo un obiettivo di 92,6 g/km rispetto agli attuali 135 g/km). Migliora un po’ la situazione di Volkswagen, che ha un obiettivo di 96,1 g/km ma raggiunge i 118 g/km come risultato effettivo e quindi accumula sanzioni per 18 milioni di euro. Ben più virtuosa Toyota che, con un obiettivo di 96,6 g/km, si è attestata a 96 g/km ed è quindi in credito di 1 milione. Ma chi fa meglio di tutti è BYD, che “guadagna” 27 milioni, davanti a Leapmotor (+11 milioni). Da sottolineare che Cupra, pur in presenza di una gamma che comprende anche motori endotermici, è fortemente orientata verso elettriche e plug-in hybrid e riesce quindi a rimanere in credito di 2 milioni. Il suo obiettivo è di 96,1 g/km ma si mantiene a una media di 85.

Nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri, Fiat a gennaio è sempre al primo posto, con una crescita del 7,14% (ottimo risultato visto che il mercato scende del 7,09%). Ford è seconda (-21,27%). Terza risale Iveco (-6,06%), che si posiziona davanti a Renault (-13,3%). A seguire, Peugeot, Toyota, Citroen, Volkswagen, Mercedes e Piaggio.

ALIMENTAZIONI

Seppure con una certa flemma, il panorama delle scelte di alimentazione in Italia tra le Passenger Cars si sta convertendo verso soluzioni più virtuose. Ibride “vere” (cioè plug-in e full) si stanno avvicinando a una quota del 30% sul totale delle nuove targhe. Mentre le auto a benzina si mantengono abbastanza stabili sopra al 50%, perdendo appena 2 punti rispetto a gennaio 2025 (+29,4% per le mild hybrid contro -25,8% delle benzina senza “l’aiutino”). Le diesel hanno registrato l’ennesima caduta nelle immatricolazioni (-14,8%) e la quota di mercato è scesa al 12,7% (oltre 3 punti in meno di un anno fa). Le tipologie di alimentazione in effettiva espansione sono soprattutto quella plug-in hybrid, che a gennaio è cresciuta del 131,8% superando l’8% di quota, e le elettriche (+41,9%), che risentono degli effetti positivi delle ultime consegne con gli eco-bonus BEV e raggiungono una quota di mercato del 6,6%. Tornano a salire in maniera vigorosa anche le full hybrid: +34,8%, conquistando una market share del 14,7%. In forte flessione le auto a gpl (-33%). Vedremo se questo trend sarà confermato nei prossimi mesi.Tra i veicoli commerciali leggeri, a gennaio i mezzi a gasolio sono calati un po’, rimanendo comunque ben al di sopra dell’80%. In calo le immatricolazioni di veicoli elettrici (-19,9%), con volumi sempre minimali: appena 326 immatricolazioni rispetto alle 407 del gennaio precedente. Per il momento, la quota degli LCV a batteria è inferiore al 2,5%. Sempre su volumi modesti i mezzi da lavoro ibridi: full hybrid e plug-in hybrid non arrivano al 5% di quota di mercato, ma l’arrivo di nuovi modelli sta vivacizzando la domanda.

TOP 5 MARCHE E MODELLI PER ALIMENTAZIONE

I modelli più apprezzati tra quelli a benzina (comprese le mild hybrid) sono tutti Stellantis: Fiat Panda (-0,17%), Jeep Avenger (+11,55%), Fiat Grande Panda (in rapida accelerazione), Citroen C3 (-30,7%) e Peugeot 208 (-32,1%). Tra le diesel (anche MHEV), la Top 5 vede cinque auto tedesche: BMW X1, Mercedes GLA, Volkswagen Tiguan, Mercedes GLC e BMW X3. Tra le full hybrid, Toyota è leader con Aygo X, Yaris, Yaris Cross. A seguire MG ZS e quinta Omoda 5. In ambito plug-in hybrid, è sempre la BYD Seal U a issarsi sul gradino più alto del podio. Seguono Toyota C-HR, BMW X1, BYD Seal 06 e Omoda 9. Tra le elettriche pure, le prime 5 posizioni vanno a Leapmotor T03, BYD Dolphin Surf, Tesla Model Y, Citroen e-C3 e Ford Puma Gen-E. Nella graduatoria delle auto a GPL, Dacia Sandero, Dacia Duster, Renault Captur, Renault Clio e Evo 6.

Nei veicoli commerciali, sui dati di gennaio, i modelli più venduti sono sempre i diesel: Fiat Doblò, Iveco Daily, Fiat Scudo, Ford Transit e Fiat Ducato.

CHANNEL MIX 2025

Nel settore delle vendite a clienti privati, che è il canale a migliore marginalità per gli OEM, leader di mercato nei volumi nel primo mese del 2026 è Fiat che ha consegnato 13.076 Passenger Cars ai privati e che in questo canale ha una quota del 66,8%. Però Suzuki, Dacia, Omoda e Toyota vantano una quota ai privati ancora maggiore: addirittura Suzuki arriva al 95,2% di vendite ai privati e Dacia molto vicina: 86%. La media della quota di mercato di questo canale a gennaio è del 57,4%.Nell’ambito degli acquisti aziendali diretti, la quota più significativa del mix di gennaio 2026 è sempre quella di Mercedes, che è del 16,3%, a fronte di una media di mercato per questo canale del 4,7%. Il comparto delle flotte in proprietà è strategico anche per le politiche commerciali di BMW (14,1%), Mini (12,6%), Audi (9,6%) e Volvo (7,1%).

Nel noleggio a lungo termine, i brand che ricorrono in maniera significativa a questo canale sono Cupra (51,6%), BMW (44,8%), Alfa Romeo (32,2%), Skoda (29,3%), Audi (28,4%) e Peugeot (27,2%) Volkswagen (27%) e Jeep (26,3%). La media del mercato del noleggio a lungo termine a gennaio è scesa al 19,2%.

Il noleggio a breve termine è utilizzato in maniera elevata da BYD (32,4%) e da Opel (26%). Significativa la quota anche di MG (23,6%) e Peugeot (20,1%). Nell’ultimo mese dell’anno la media di quota del canale è risalita all’8,4%.

Interessante anche la graduatoria dei costruttori che ricorrono alle auto-immatricolazioni in modo massiccio. Al primo posto di dicembre c’è Hyundai (30,9%), seguita da Mercedes (25,6%) e BYD (22%). La market share delle auto-immatricolazioni (demo e km zero) a gennaio è cresciuta al 10,3%.

ULTIMI 3 GIORNI PER TOP20 PC e TOP 10 LCV (0-3,5t)

La corsa all’immatricolazione negli ultimi tre giorni feriali di gennaio (28-29-30) è stata piuttosto alta: il 39,7% sul totale, molto superiore a quella di dicembre. A gennaio i brand che hanno fatto più ricorso alle targhe “last minute” sono stati Hyundai (72,1%), Opel (61,6%), BYD (49,1%), Citroen (48,8%) e Toyota (48,1%). I costruttori meno attivi, invece, sono stati Mercedes (16%), Suzuki (20%) e Ford(21,7%).I veicoli commerciali leggeri targati negli ultimi 3 giorni di gennaio sono stati il 37,6% del mercato totale, una quota quasi in linea con quella delle Passenger Cars. Più attive nelle targhe di fine mese sono state Peugeot (71,9%), Citroen (63,1%) e Fiat (56,5%).

ANALISI DELLO STOCK IN GIACENZA

L’analisi sullo stock di auto targate tra il 2024, il 2025 e il primo mese del 2026 (quasi 380.000 unità, di cui circa 243.000 sono a benzina, 47.000 diesel e le BEV si avvicinano alle 20.000 immatricolazioni assegnate), vede ben il 28,7% ancora in attesa di un cliente. Entrando nel dettaglio della tipologia di alimentazione di queste auto-immatricolazioni, oltre la metà delle plug-in hybrid (esattamente il 54,6%) sono ancora in stock, mentre delle BEV già targate il 56,4% risulta ancora a terra.

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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One Reply to “Comunicato Stampa Dataforce: Mercato Autovetture e Veicoli Commerciali Gennaio 2026”

  1. Paolo ha detto:

    Siamo tornati alla situazione pre covid

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