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Mercato auto, a marzo battuta d’arresto per le vendite: meno sei per cento

Roma, 04.04.18

I veicoli commerciali leggeri hanno fatto anche peggio: meno 10%. Continuano a crescere le Km0di VINCENZO BORGOMEO

Brusca frenata per il mercato dell’auto: a marzo le vendite sono scese del 5,75 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. E i veicoli commerciali leggeri hanno fatto anche peggio: meno 10,53%.

Secondo i dati della motorizzazione infatt lo scorso mese in Italia sono state immatricolate 213.731 vetture, mentre a marzo 2017 si arrivò a quota 226.780 (Nel mese di febbraio 2018 sono state invece immatricolate 182.102 autovetture, con una variazione di -1,22% rispetto a febbraio 2017, durante il quale ne furono immatricolate 184.348).

Il primo trimestre segna di conseguenza un -1,5%, con 574.130 auto immatricolate rispetto alle 583.162 di gennaio-marzo 2017.

E’ vero che lo scorso mese c’è stata una una giornata lavorativa in meno rispetto a marzo 2017 ma il bilancio in rosso è importante. Un rosso non arginato – a questi livelli diventa difficile – dalle immatricolazioni dell’ultima ora, le famose Km0 che case automobilistiche e reti commerciali si “auto-acquistano”: nei giorni 28, 29 e 30 marzo 2018 sono stati targati quasi 100.000 veicoli (esattamente 98.122). Secondo i calcoli di Dataforce sono 25.000 le vetture in tutto il mese, con un incremento di oltre il 26% che andranno a ingrossare le fila degli stock di km zero, già arrivati ormai a livelli d’allarme.

In questo conteso il gruppo Fca ha venduto a marzo in Italia 59.474 auto, il 12,86% in meno dello stesso mese del 2017. La quota scende quindi dal 30,1% al 27,8%. Nel primo trimestre dell’anno le immatricolazioni del gruppo sono state 158.242, in calo del 2%, con la quota che passa dal 29,56% al 27,56%.

“Il mercato rallenta e con esso rallenta ulteriormente la capacità dei costruttori di contribuire al rinnovo del parco circolante nonostante le poderose campagne promozionali che di fatto si sono sostituite agli interventi dello Stato in un processo ormai urgente – ha commentato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere”.  “Pertanto – conclude il Presidente – il compito da affidare con urgenza al nuovo Esecutivo è quello di ascoltare le voci della filiera per trovare, insieme, le soluzioni possibili, in ottica di neutralità tecnologica e riprendere un percorso virtuoso che attraverso lo smaltimento del parco anziano consenta di immettere vetture tecnologicamente avanzate nel mercato ed accellerare il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Europa”.

E pesano anche le decisioni politiche e i blocchi alla circolazione indiscriminati:  “Si rileva una certa lentezza – spiega infatti Aurelio Nervo, Presidente di ANFIA – nella raccolta degli ordini, su cui influiscono l’attuale clima politico ancora incerto e una ripresa economica più debole del previsto da inizio anno. Non aiuta nemmeno la mancanza di omogeneità nelle misure adottate da alcuni Enti locali per affrontare le emergenze smog e gli accessi alle zone a traffico limitato”.

Il calo delle vendite, secondo il Centro Studi Promotor, oltre al giorno lavorativo in meno è anche fisiologico: “Dopo la forte ripresa – spiegano – del 2015 (+16%) del 2016 (+16%) e del 2017 (+8%), nel 2018 la corsa delle immatricolazioni rallenta per forza. E poi un freno sulle decisioni di acquisto di beni di consumo durevole è venuto dalla consultazione elettorale a cui sta seguendo una fase post elettorale lunga e piena di incertezze. Infine la quarta ragione della frenata di marzo è la prosecuzione del rallentamento, in atto fin dall’ottobre scorso, nella politica dei chilometri zero, che, come è noto, sono vetture nuove immatricolate a concessionari per essere vendute come “usato con chilometri zero” con forti sconti nelle settimane successive all’immatricolazione. Diversi marchi anche in marzo hanno allentato la pressione sui “chilometri zero” sia per privilegiare i margini che per consentire alle loro reti di vendita di smaltire scorte di “chilometri zero” accumulate negli ultimi mesi”.

“Da sottolineare – commenta poi Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia – che il forte rallentamento degli acquisti di auto nuove da parte dei privati (-14,61% a marzo) sta avendo un impatto soprattutto sui segmenti bassi di mercato (citycar -12,28%, piccole -17,58%, compatte – 13,67%), mentre continuano a crescere le vendite di suv e crossover di dimensioni ridotte (segmento B +8,48%, segmento C +42,82%). Il tutto affatto compensato dalla crescita delle “pronta-consegna-targate” tanto richieste dagli stessi privati”.

“Il mercato reale di marzo 2018 – spiega infine anche Adolfo De Stefani Cosentino, neo eletto Presidente di Federauto, l’Associazione che rappresenta i Concessionari auto di marche nazionali ed estere, aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia – è stato pesantemente influenzato dalla fase elettorale e dalla  situazione di grande incertezza che ci lasciano le urne. A risentirne maggiormente il canale dei privati che, con una flessione a doppia cifra rispetto allo scorso anno, certifica la fase di riflessione del mercato dando corpo alla più classica delle riduzioni di propensione agli acquisti legata al ciclo della politica”.

In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.

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