Comunicato Stampa Dataforce: Mercato Autovetture e Veicoli Commerciali Novembre 2025
Roma, 01.12.25
Roma, 1 dicembre 2025
Con le prime robuste immatricolazioni degli acquisti incentivati con gli ecobonus di BEV, a novembre le auto elettriche targate superano per la prima volta le 15.000 unità (+131%) targate in un mese e sfondano quota 12%. Ma nemmeno questo basta per tenere a galla il mercato dell’auto, che nel penultimo mese dell’anno strappa un risicato pareggio nei confronti dello stesso mese del 2024, anch’esso di 20 giorni lavorativi. Oltre alle auto a corrente, sono le auto-immatricolazioni e i rent-a-car a consentire un bilancio mensile meno disastroso di quanto sarebbe in realtà. La market share delle auto-immatricolazioni raggiunge addirittura il 14%, a conferma di un’evidente forzatura, sia sul versante delle intestazioni a uso proprio di Case e concessionari (+11%), sia su quello delle targhe destinate a uso noleggio (+63%). La situazione di estrema difficoltà del comparto auto è dimostrata dal perdurare della situazione negativa delle vendite ai privati, a novembre giù del 4% (sono 3.000 targhe in meno, ma da inizio anno l’emorragia è ormai vicina a 84.000 unità, ossia -10%); idem per le immatricolazioni business (-4,5%) e del noleggio a lungo termine (-3,8%). Da inizio anno, il mercato dell’auto ha perso oltre 35.000 immatricolazioni (-2,44%), a conferma di una vera e propria stagnazione, e il confronto con l’ultimo anno ante-pandemia, il 2019, è ben più impietoso (-350.000 targhe).
Come a ottobre (-0,55%), anche a novembre (-0,06%) le nuove targhe si sono mantenute in equilibrio rispetto all’annata precedente, con appena 81 immatricolazioni in meno. Il totale delle nuove targhe non arriva a 125.000. Sul versante dei Light Commercial Vehicles, la situazione non migliora affatto: -3% a novembre, con un volume complessivo di immatricolazioni che sfiora le 15.000 unità. Il dato cumulativo negativo dei primi 11 mesi si mantiene attorno al -5%, con un numero di targhe mancanti che si avvicina alle 9.000 unità: finora sono stati infatti targati 165.000 LCV. A finire in rosso a novembre sono stati il canale delle microimprese (ovvero ditte, artigiani e professionisti): -6%, e quello delle immatricolazioni aziendali delle imprese che acquistano direttamente (-1%). Pesante il passivo del noleggio a breve termine (-47%, ma su volumi modesti, in linea con il periodo dell’anno), mentre il lungo termine se la cava abbastanza bene con un +6,5%. Molto male, invece, le auto-immatricolazioni, che a novembre sono scese del 23%.
A livello di alimentazioni, nel mese di novembre le tipologie che danno segnali di crescita, oltre alle già citate BEV (+131%) sono le plug-in hybrid, (con un altrettanto evidente +114%). Male tutte le altre alimentazioni, a iniziare dal diesel: -30%. In negativo anche il benzina (-7%, con le mild hybrid a +14%), il full hybrid (-8%) e il gpl (-3%). In ambito veicoli commerciali leggeri, il diesel rimane preponderante, con una quota di mercato che sfiora sempre l’82%, ma il calo delle immatricolazioni di novembre sfiora il 10%
Riguardo ai debiti CO2 maturati sulla base delle effettive immatricolazioni per canale, per tipologia di alimentazione e per marca, gli OEM del mercato Italia (Passenger Cars) hanno già accumulato, giunti ormai quasi alla fine del 2025, sanzioni nei confronti dell’UE per quasi 2,8 miliardi di euro, mentre il livello medio delle emissioni di CO2 , nonostante il gran numero di auto elettriche targate a novembre, scende di appena 1 g/km, e si attesta a 114 g/km, a fronte di un ancora lontanissimo target medio di 93,6 g/km. Il mercato dei veicoli commerciali leggeri, invece, ha già maturato 409 milioni di euro di sanzioni da gennaio a novembre, con un livello medio di emissioni sceso anche in questo caso di 1 g/km a 180 g/km, pari a 26 grammi in più rispetto al target che per quest’anno è di 153,9.
Infine, vogliamo dare indicazione che Dataforce sta lavorando a un forecast per il 2026 ma che, prima di formalizzarlo, aspetteremo l’esito della riunione a Bruxelles del prossimo 10 dicembre quando la Commissione Ue sarà chiamata a rispondere sia al pacchetto di proposte inoltrato dal CEO di Stellantis, con l’appoggio di ACEA, sia alla lettera del cancelliere tedesco Friedrich Merz che ufficializza la sua contrarietà al divieto di vendita di auto termiche nell’Unione Europea dal 2035. Di certo è una risposta che stanno attendendo tutti quanti, sia quelli che chiedono a gran voce una revisione sia quelli che rimangono quieti senza parlare o addirittura inneggiando all’elettrificazione.
NOTA METODOLOGICA: a partire da quest’anno Dataforce presenta i dati delle nuove immatricolazioni comprensivi delle importazioni senza targa, ovvero quei telai completi dei documenti omologativi emessi all’estero che vengono importati e targati per la prima volta in Italia.
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MERCATO VETTURE
A novembre sono state targate 124.747 automobili nuove (81 in meno rispetto allo stesso mese del 2024), con un saldo pari a -0,06%. A sostenere il mercato sono stati ancora una volta il canale del noleggio a breve termine (+152,92%, con 1.939 targhe aggiuntive) ma soprattutto il canale delle auto-immatricolazioni (+15,32%, con 2.336 targhe in più). Nell’undicesimo mese dell’anno gli acquisti diretti aziendali si sono mantenuti vicini al livello di novembre 2024 (-4,52%, 331 immatricolazioni mancanti). Come spesso quest’anno, il canale principale del mercato, quello dei privati, continua a subire un’emorragia: -4,04%. Questo canale ha infatti targato 72.071 unità, 3.033 in meno dello stesso mese dell’anno scorso. L’accelerazione delle forzature di mercato delle auto-immatricolazioni è stata particolarmente evidente: per le intestazioni uso proprio (+11,12%), ma molto più significativa per quelle a uso noleggio (+63,25%). Nel long rent le immatricolazioni degli operatori generalisti Top si sono confermate più o meno sullo stesso livello dell’anno scorso (+2,48%) mentre i player Captive (e i loro clienti corporate) hanno fatto segnare un arretramento del 13,65%.
Con i risultati di novembre, la quota di mercato dei privati si attesta al 53,9% nel cumulato annuo (4,4 punti in meno dell’anno scorso). Il noleggio è al 28,5% di market share (22,7% dal NLT, 5,8% dal NBT) su base annua.
L’analisi delle emissioni medie indica che le immatricolazioni dei primi 11 mesi si sono attestate a 114 g/km di CO2, il che porterebbe a un livello di sanzioni Cafe complessive di 2 miliardi e 766 milioni di euro, di cui ben 1.638 milioni attribuibili agli acquisti dei privati, che scendono a un livello di CO2 di 116 g/km, quindi sempre superiore alla media complessiva del mercato. Nettamente più alte (e stabili) le emissioni del canale società: 131 g/km (per 276 milioni di euro di multe). Il comparto più virtuoso è invece il noleggio a lungo termine, che continua a piazzarsi su un livello abbastanza basso: 107 g/km di CO2, con un progressivo sanzioni che rimane però allarmante (413 milioni). Alta la media, immobile, per i rent-a-car: 118 g/km per multe pari a 193 milioni di euro. Le auto-immatricolazioni, infine, “contribuiscono” per altri 268 milioni di euro, con un livello medio di emissioni abbastanza virtuoso: 110 g/km (per la presenza di numerose BEV-PHEV immatricolate come demo e km zero).
MERCATO VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI
In ambito LCV, il mercato a novembre non ha confermato il segnale di ripresa registrato nei singoli mesi tra luglio e ottobre, ma è tornato a calare: -3,24%, e dunque nel cumulato annuo continua a rimanere col segno meno. Da gennaio a novembre, infatti, le immatricolazioni sono scese del 5,03%. Il settore dei veicoli commerciali leggeri ha targato 14.888 unità a ottobre, 498 in meno rispetto allo stesso mese del 2024. I canali della distribuzione rimasti in rosso sono stati quattro: quello dei “privati” (le microimprese, le ditte individuali, gli artigiani e i professionisti: -6,26%), il noleggio a breve termine (-46,96%), le auto-immatricolazioni (-23,17%) e, seppur di poco, le immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente (-0,72%). Discreta la performance del noleggio a lungo termine: +6,5%. Il NLT si conferma un settore sempre più importante per il mercato degli LCV: a novembre raggiunge una quota di mercato del 32,7%. Nel cumulato annuo il NLT si mantiene sopra al 36%, contro il 40,5% degli acquisti diretti delle Società.
L’analisi delle emissioni medie indica da gennaio a novembre 180 g/km di CO2, con le ditte, gli artigiani e i professionisti attestati a 190 g/km e le intestazioni dirette delle Società appena sopra, a 192 g/km. (entrambi i canali sono stabili rispetto al mese scorso). Ancora più ampio lo sforamento dei noleggi a breve termine che hanno fatto registrare una quota media di 204 g/km (in aumento di un grammo). Più virtuosi, invece, i noleggi a lungo termine, che si sono posizionati a 168 g/km, accumulando comunque sanzioni Cafe teoriche per 80 milioni di euro, su un totale per gli LCV nei primi 11 mesi di 409 milioni, ben oltre la metà dei quali ascrivibili agli acquisti delle società (242 milioni di euro).
IL MERCATO PER MARCA
Tra le 10 marche top della classifica delle immatricolazioni di novembre, Fiat ha fatto segnare, in un mese stabile sui livelli dell’anno scorso, il miglior risultato: +23,83%, con un volume di immatricolazioni di 11.183 unità (2.152 in più). L’altro brand che ha chiuso il mese in attivo è Audi (sesta assoluta, +13,85%). In negativo, invece, Toyota (seconda, -3,44%), Volkswagen (terza, -16,48%), Dacia (quarta, -12,76%), BMW (quinta, -4,25%), Renault (settima, -21,03%), Peugeot (ottava, -21,19%), Jeep (nona, -13,35%) e Citroen (decima, -12,61%). Tra i risultati più brillanti nelle posizioni seguenti MG (+14,37%), BYD (che ha raggiunto la quindicesima posizione e ha targato oltre 3.500 auto nel mese) e Leapmotor (che ha immatricolato più di 2.200 unità). BYD e Leapmotor hanno sfruttato molto bene il ritorno degli incentivi per le auto elettriche.
A livello di multe per le emissioni di CO2, Fiat, che ha un obiettivo di 99,2 g/km, ha raggiunto una media nelle vendite dei primi 11 mesi di 117 g/km, e dunque ha accumulato 235 milioni di sanzioni teoriche. Molto simili le sanzioni che dovrebbe pagare Volkswagen (232 milioni di euro, avendo un obiettivo di 95,5 g/km ma avendo raggiunto da gennaio a novembre 119 g/km). Ancora più difficile il caso di Audi, che ha un obiettivo di 91,35 g/km ma raggiunge i 135 g/km come risultato effettivo e quindi rimane davanti a tutti nella classifica delle multe teoriche più elevate: ben 263 milioni di euro. Ben più virtuosa Toyota che, con un obiettivo di 96,6 g/km, si è attestata a 96 g/km ed è quindi in credito di 6 milioni. Ma chi fa meglio di tutti è BYD, che “guadagna” 154 milioni, davanti a Tesla (+91 milioni) e Leapmotor (+48 milioni).
Nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri, Fiat a novembre è sempre al primo posto, con una crescita del 13,13% (il mercato scende del 3,24%). Ford è seconda, ma in leggero calo (-0,24%). Terza si conferma Renault -0,63%), che rimane sempre davanti a Iveco (-12,23%). A seguire, Toyota, Volkswagen, Peugeot, Citroen, Opel e Mercedes.
Nella tabella esposta qui di seguito, diamo evidenza anche della situazione per Gruppi. Stellantis targa a novembre 823 auto in più (+2,62%) e la quota di mercato si attesta attorno al 26%. Il Gruppo Volkswagen cala dell’1,99% e ottiene buoni risultati soprattutto con Audi e Cupra. Il Gruppo Renault abbassa le immatricolazioni a novembre del 16,34%. il Gruppo Toyota, quarto in classifica nell’undicesimo mese dell’anno, cala del 3,86% rispetto allo scorso anno.
ALIMENTAZIONI
Tra le Passenger Cars, le auto a benzina hanno fatto segnare una flessione del 6,78% a novembre e conservano una quota appena superiore al 45%. Le mild hybrid a benzina hanno ormai distanziato le immatricolazioni di benzina senza sistema di ibridizzazione e salgono del 14,22%. Le diesel hanno registrato l’ennesima caduta nelle immatricolazioni (-30,08%) e la quota di mercato è scesa al 13,7% (quasi 6 punti in meno di un anno fa). Le uniche tipologie di alimentazione in effettiva espansione sono quella plug-in hybrid, che a novembre è cresciuta del 114%, raggiungendo il 6,85% di quota e le elettriche (+131%), che risentono degli effetti positivi dei nuovi eco-bonus BEV e raggiungono una quota di mercato del 12,2%, mai vista in precedenza. Ma nel cumulato annuo le auto elettriche hanno una market share sempre molto bassa: 5,8%. In flessione le full hybrid -7,9%). In calo anche le auto a gpl (-3,2%).
Tra i veicoli commerciali leggeri, a novembre i mezzi a gasolio sono calati un po’, rimanendo comunque sopra quota 80% (esattamente conquistano l’81,8% del mercato LCV). In accelerazione le immatricolazioni di veicoli commerciali elettrici (+65%) con volumi discreti: 676 immatricolazioni rispetto alle 410 del novembre precedente. Per il momento, la quota degli LCV a batteria si avvicina al 5% su base annua. Sempre su volumi modesti i mezzi da lavoro ibridi: full hybrid e plug-in hybrid raggiungono appena il 4% di quota di mercato.
TOP 5 MARCHE E MODELLI PER ALIMENTAZIONE
I modelli più apprezzati tra quelli a benzina (comprese le mild hybrid) sono Fiat Panda (+2,8%), Jeep Avenger (-14%), Toyota Aygo X (+66%) Citroen C3 (-37%), e Peugeot 208 (-39%). Tra le diesel (anche MHEV), la Top 5 vede BMW X1, Mercedes GLA, Volkswagen Tiguan, Mercedes GLC, Volkswagen T-Roc e Audi A3. Tra le full hybrid, Toyota è leader con Yaris Cross e Yaris, terza MG ZS, quarta Hyundai Tucson e quinta Toyota C-HR. In ambito plug-in hybrid, è sempre la BYD Seal U a issarsi sul gradino più alto del podio. Seguono Jaecoo 7, Volkswagen Tiguan, Volkswagen Golf e Cupra Formentor. Tra le elettriche pure, le prime 5 posizioni vanno a BYD Dolphin Surf, Leapmotor T03, Dacia Spring, Ford Puma Gen-E e Tesla Model 3. Nella graduatoria delle auto a gas, ovviamente solo modelli a gpl: Dacia Sandero, Renault Captur, Dacia Duster, Renault Clio. Quinta Hyundai i20.
Nei veicoli commerciali, sui dati di ottobre, i modelli più venduti sono sempre i diesel: Fiat Doblò, Fiat Ducato e Iveco Daily, gli unici a superare le 1.000 unità.
CHANNEL MIX 2025
Nel settore delle vendite a clienti privati, che è il canale a migliore marginalità per gli Oem, leader di mercato nei volumi nell’undicesimo mese del 2025 è Dacia che ha consegnato 7.255 Passenger Cars ai privati e che in questo canale ha una quota del 94,7%. Però Leapmotor vanta una quota ai privati ancora maggiore: addirittura il 97,7% di vendite ai privati, con Suzuki molto vicina: 93,7%. Da segnalare che BYD ha iniziato a spingere forte sui privati, raggiungendo la quarta posizione tra i brand che distribuiscono una maggior quota verso questo canale. La media della quota di mercato di questo canale a ottobre è del 57,7%.
Nell’ambito degli acquisti aziendali diretti, la quota più significativa del mix di novembre 2025 è sempre quella di Mercedes, che è del 20,8%, a fronte di una media di mercato per questo canale del 5,96%. Il comparto delle flotte in proprietà è strategico anche per le politiche commerciali di BMW (16,1%), Mini (13,1%) e Audi (10,1%).
Nel noleggio a lungo termine, i brand che ricorrono in maniera significativa a questo canale sono Cupra (56,6%), Alfa Romeo (37,5%), BMW (42,9%), Audi (36,2%) e DR (35,2%). La media del mercato del noleggio a lungo termine a novembre è del 20%.
Il noleggio a breve termine è utilizzato in maniera molto significativa da Peugeot (14,6%) e abbastanza da Audi (8,7%). Nel decimo mese dell’anno la media di quota del canale è sempre molto bassa: appena il 2,6%.
Interessante anche la graduatoria dei costruttori che ricorrono alle auto-immatricolazioni in modo evidente. Al primo posto di novembre c’è Hyundai (33,4%), seguita da Fiat (29,2%) e Opel (28,7%). BYD, invece, a novembre ha limitato moltissimo le sue auto-immatricolazioni (appena l’8,5%). La market share delle auto-immatricolazioni (demo e km zero) a novembre si mantiene piuttosto alta: 14,1%.
ULTIMI 3 GIORNI PER TOP20 PC E TOP10 LCV (0-3,5t)
La corsa all’immatricolazione negli ultimi tre giorni feriali di novembre (26-27-28) è stata piuttosto bassa: il 24,2% sul totale, appena superiore a quella di ottobre. A novembre i brand che hanno fatto più ricorso alle targhe “last minute” sono stati Toyota (35,3%), Hyundai (32,7%), Renault (30,8%). I costruttori meno attivi, invece, sono stati Leapmotor (14,3%), Dacia (15,7%) e Suzuki (16,1%).
I veicoli commerciali leggeri targati negli ultimi 3 giorni di novembre sono stati il 22,3% del mercato totale, una quota quasi in linea con quella delle Passenger Cars. Più attive nelle targhe di fine mese sono state Fiat (38,7%), Citroen (32,1%) e Volkswagen (25,6%).
ANALISI DELLO STOCK IN GIACENZA
L’analisi sullo stock di auto targate tra il 2023, il 2024 e i primi 11 mesi di quest’anno (quasi 515.000 unità, di cui 321.000 sono a benzina, 76.000 diesel e 28.000 BEV), vede il 24,3% (cioè circa 125.000 unità) ancora in attesa di un cliente, con una flessione dello stock di mezzo punto in un solo mese. Entrando nel dettaglio della tipologia di alimentazione di queste auto-immatricolazioni, quasi la metà delle plug-in hybrid (esattamente il 47,5%, in flessione di un punto e mezzo) sono ancora in stock, mentre delle BEV già targate il 48,4% risulta ancora a terra, con lo stock che si sta riducendo anche per le auto elettriche, seppure lentamente.
In caso di pubblicazione, indicare sempre: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”.
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